Scheda articolo : 203393
Quirino Tempra (1849–1888), Ragazza con bambino, Marmo
Epoca: Ottocento

Quirino Tempra (Roma, 1849 – Milano, 1888)

Ragazza con bambino

Marmo, cm h 83

Firmata alla base “Q. Tempra Milano”

 

La scultura in esame raffigura un esempio del filone di matrice realista che si è andato a sviluppare nel solco della tradizione scultorea di metà Ottocento, sull’esempio di maestri quali Vincenzo Gemito, Giuseppe Duprè e Vincenzo Vela. Il progressivo abbandono del mito classico quale fonte di ispirazione si accompagna all’emergere di nuovi soggetti tratti dalla letteratura medievale e moderna, per la capacità di questi argomenti di essere maggiormente comunicativi e meno elitari. I temi letterari, dalla poesia al melodramma, erano il punto di riferimento imprescindibile per la scultura del XIX secolo e contribuirono a fare di Milano uno straordinario laboratorio culturale, centro nevralgico della costruzione identitaria nazionale. A partire dagli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento, una nuova generazione di scultori avverte la necessità di un’evoluzione dello stile e della resa della forma plastica. Dopo le prime sperimentazioni di Vincenzo Vela, si giunge alla sprezzante rottura delle masse e alla stilizzazione delle forme di Giuseppe Grandi, passando attraverso l’adesione alla Scapigliatura di Bazzaro, fino alle morbidezze e all’eleganza belle époque di Troubetzkoy. 

L’opera raffigura una donna, vestita con i classici abiti da contadina che regge sulle spalle il figlioletto; questo allunga il corto braccino per tentare di afferrare il grappolo di uva che la madre tiene lontano da lui, creando una evidente complicità con il suo bambino e riflettendo uno spaccato di vita quotidiana che restituisce all’osservatore un sentimento di dolce affettuosità, come mai prima di allora la materia scultorea ha saputo fare, grazie al cambiamento operato in scultura dalla seconda metà dell’Ottocento.

La scultura reca alla base la firma di Quirino Tempra, nato a Roma nel 1849, del quale poche notizie sono pervenute riguardo le vicende biografiche. È un attivo partecipante di mostre ed esposizioni sia in Italia che all’estero: nel 1887 esegue il busto di Lorenzo Ghiberti per la Salita al Pincio a Roma; alla Permanente di Milano nel 1886 espone l’opera Il birichino, una testa in bronzo, e Trastullo interrotto e dal 1880, con Mariuccia, Lina, Paggio, partecipa alle rassegne della Promotrice delle Belle Arti di Torino.  Espone prima a Parigi nel 1879 con un’opera in marmo non meglio identificata e successivamente a Londra nel 1881 è presente con Campagnola italiana. All’Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884 espone Fiordaliso e Rosetta. Le sue opere raffigurano spesso soggetti ripresi dalla quotidianità, donne, bambini, molto spesso a mezzobusto, in cui si osserva l’estrema cura nella resa plastica delle vesti ma soprattutto dei dettagli, come i folti e setosi ricci del bambino, la consistenza dei pizzi degli abiti, oppure i ricami sul grembiule della donna qui rappresentata, con le maniche della camicia goffate e avvolte a scoprire gli avambracci, segno delle fatiche del lavoro.

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