Scheda articolo : 195829
Andrea e Alberto Tipa, Bottega (attivi a Trapani, XVIII secolo), Immacolata Concezione, Alabastro
Epoca: Settecento

Andrea e Alberto Tipa, Bottega (attivi a Trapani, XVIII secolo)

Immacolata Concezione

Alabastro

 

Questa splendida scultura in alabastro scolpita a tutto tondo – che raffigura una giovane Vergine Maria secondo la tradizionale iconografia Cristiana dell’Immacolata Concezione – è stata certamente realizzata nella bottega di Andrea e Alberto Tipa, principali esponenti di una famiglia di scultori attivi a Trapani nel XVIII secolo, specializzati in una raffinatissima tecnica di lavorazione dell’avorio, dell’alabastro e della pietra.

La tradizione artigiana venne inaugurata dal padre Giuseppe, di cui fu degno erede il figlio maggiore Andrea, apprezzato da una numerosa clientela di viaggiatori stranieri come ricordano le fonti che ne lodano le opere inviate in Francia, Spagna e Inghilterra. Andrea è noto per la sua attività svolta nel campo della scultura monumentale (egli realizzò, fra l’altro, nel 1750 la statua di Carlo III, già collocata nella marina di Trapani e oggi perduta) ma anche in quello della scultura «miniaturizzata».

La qualità di questo bellissimo alabastro può essere riconosciuta in diversi aspetti quali il drappeggio ampio e intricato della figura, la ricca base – una ‘firma’ caratteristica delle sculture dei Tipa – e in generale la grande attenzione ai dettagli.
Il leggerissimo panneggio si muove elegantemente attorno al corpo della Vergine, attorcigliandosi intorno al suo braccio sinistro, per poi girare intorno alla vita e terminare in un velo svolazzante dietro la testa. Il viso sereno guarda verso l’alto con un movimento dolce, mentre le mani sono giunte al seno. Con il suo leggiadro stile tardo-barocco, questa scultura intende evocare passione ed emozione, ma è anche caratterizzata da tensione ed esuberanza, sottolineate dal movimento delle nuvole che caratterizzano la base e dalle teste alate di putti che emergono dalle volute di quest’ultime. La scultura poggia su un basamento ligneo sagomato e decorato a motivi floreali.

Un’Immacolata Concezione della bottega dei Tipa molto simile a questa, sebbene più piccola, è conservata a Caltagirone presso il Museo del Convento dei Padri Cappuccini (vedi: M.C. Di Natale, Materiali Preziosi dalla terra e dal mare, Trapani Museo Regionale “A. Pepoli”, catalogo della mostra Feb-Dic 2003, pag. 134). Un secondo esemplare, sempre proveniente dalle collezioni pubbliche di trapani è pubblicato nel volume a cura di Giuseppe Abate “Trapani raccontata per immagini”, 2017 (cap. 14.1.2.9). Un terzo confronto può essere condotto anche con l’Immacolata Concezione recentemente apparsa sul mercato antiquario italiano. Per quanto riguarda il modello stilistico di questo tipo di scultura si rimanda alla pittura spagnola, in particolar modo a quella di Bartolomè Esteban Murillo (1618-1682). Osservando la grande tela raffigurante l’Immacolata conservata al Prado di Madrid si nota visibilmente l’influsso che la pittura barocca spagnola ha avuto sui modelli dell’Italia meridionale.

La più antica fonte su Andrea Tipa, Giuseppe Maria Di Ferro, ricorda «un buon numero di crocifissi d’avorio [ … ] egli a questi piccoli simulacri dava il preggio della morbilità e della finutezza » affermando inoltre che lo scultore « anche nei minuti lavori, sorpassava il resto de’ suoi compagni. Eseguì varj bellissimi presepj con figurine d’avorio, e di alabastri».

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