Scheda articolo : 195777
XIX secolo, Madonna con Bambino, Olio su tavola
Epoca: Ottocento

XIX secolo

Madonna con Bambino

Olio su tavola, cm 31,5 x 28

 

L'icona, dal greco eikon, immagine, presenta la narrazione di alcuni episodi della vita della Vergine e di Gesù, costituendo, un trattato di teologia a colori. Le icone mariane sono le più numerose dell'iconografia e anche quelle più amate dai fedeli. La Madonna vi è raffigurata il più delle volte a mezzo busto ed è dipinta obbligatoriamente su fondo oro, simbolo del cielo dove essa si trova e tiene il bambino tra le braccia. Secondo la tradizione antica le icone mariane riproducono un ritratto originale di Maria dipinto dall'evangelista Luca. Il ritratto, fatto dopo la Pentecoste, mentre Maria viveva ancora a Gerusalemme, sarebbe stato portato a Costantinopoli nel corso del V secolo e posto nel santuario mariano dell'Odigitria, da cui prenderà il nome.  L’immagine della Madonna qui proposta, in posa ieratica, accoglie il Bambino come se fosse nato dal suo cuore. La Vergine alza le braccia in segno di accoglienza e apre le mani su cui poggiano gli angeli, riconoscibili come appartenenti alle schiere dei Serafini. Questi angeli sono considerati coloro che stanno al cospetto di Dio, come recita il libro di Isaia (6,2): “Attorno a Lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava”. Questi furono identificati allora come la prima delle teorie angeliche e la loro luce e purezza viene interpretata come ardore per il fuoco d’amore, ovvero verso Dio. I serafini sono rappresentati preferibilmente con sei ali e di colore rosso. Le icone mariane si dividono in gruppi, comunemente chiamati tipi. I principali tipi per ordine di importanza e di diffusione sono la Madonna Odigitria, quella ieratica e solenne, la Madonna Eleousa, quella affettuosa, quella Allattante, quella Orante, infine la Regina o Imperatrice. Quella qui raffigurata appartiene al tipo della Madonna Orante. Il modello dell’Orante con le mani alzate è una delle più antiche rappresentazioni cristiane conosciute, se ne ha testimonianza già a partire dal IV secolo, quando, nelle catacombe di Sant’Agnese, appare per ben due volte. Il punto di maggiore evidenza di questa Icona è il centro, ove un grande disco posto fra il petto ed il grembo della Vergine rappresenta il Bambino non ancora nato, vestito, benedicente ed irradiante luce. Inoltre, essendo Maria considerata come simbolo e Madre della Chiesa, ciò dà al tema una profondità tutta particolare e attuale. L’icona intende coniugare la nota profezia di Isaia: “Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.” (Is. 7,14) con un passo del primo Libro dei Re: "Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che hai costruita!" (Re 8,27). Mentre il tempio non riesce a contenere il Signore, invece la Vergine Maria, in cui Dio ha compiuto meraviglie, contiene il Signore dell’Universo. I padri della Chiesa diedero infatti a Maria l’appellativo di “Platytera”, colei che è più vasta dei cieli. Maria è proprio la casa di Dio, è la porta del Cielo (cfr. Gn 28,17). Nel mondo bizantino il tema iconografico conosce almeno due varianti riferite ciascuna a un celebre santuario mariano di Costantinopoli: la prima che raffigura la Madonna in piedi e le mani alzate, è detta Blachernitissa, in referenza al santuario di Blachernes dove si conservava la reliquia mariana del Maforion, il mantello della Vergine; la seconda, che raffigura la Madonna in busto e girata verso la sua destra con le mani alzate, è detta Agiosoritissa, in referenza al santuario dello stesso nome, dove era custodita «l'Aghia Soros» o sacra urna, contenente la reliquia mariana della cintura. Quest'ultima variante, conosciuta come Madonna Avvocata, gode di grande venerazione a Roma dove esistono non meno di sei diverse repliche risalenti a diverse epoche; tutte raffigurano Maria a mezzo busto, vestita di tunica con maniche strette al polso, e mantello sollevato all'altezza delle braccia rivolte verso il Figlio invisibile in forma di supplica.

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