Scheda articolo : 194889
XVIII secolo, Putti musicanti, Olio su tela, cm 68 x 125 – con cornice 80 x 138
Epoca: Settecento

XVIII secolo

Putti musicanti

Olio su tela, cm 68 x 125 – con cornice 80 x 138

 

L'opera raffigura putti  sdraiati accompagnati da strumenti musicali e anatre, quasi una sorta di natura morta abitata da figure. La tela si evidenzia per la raffinatezza della pittura, in special modo nei tocchi di pennello utilizzati per dipingere i putti, evidente nei loro corpi solidi e ben delineati; inoltre il gioco scherzoso che intrattengono i due putti musicanti con il bambino tra di loro rende la composizione estremamente umana e realistica, così come la volontà dell'artista di porre anche due uccelli acquatici sulla destra, due papere dalla testa verde. La scena è infatti ambientata in un contesto naturalistico, un bosco con arbusti e prati.

La tela si può ascrivere a quel particolare gusto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, che presenta retaggi quasi barocchi nella trattazione delle pose e dei sentimenti dei personaggi, come dimostrano le anatre che agitano le ali e aprono il becco in un muto suono gracchiante, disturbate dalla musica che esce dal flauto e dal corno dei putti; ancora le pose sincopate e contorte dei bambini, o ancora i panneggi rigidi e contorti.

Si può ascrivere l'opera alla scuola pittorica di Bartolomeo Guidobono (Savona, 1654 – Torino, 1709)  e del fratello Domenico (Savona, 1668 – Napoli, 1746), la cui produzione artistica è ben più ampia di quella del fratello.

Bartolomeo iniziò la sua attività pittorica affrescando la cappella della Crocetta presso il santuario di Nostra Signora della Misericordia a Savona. Concluse le affrescature al santuario savonese, compì diversi viaggi di studio a Parma (dove conoscerà il Parmigianino e il Correggio) e Venezia fino al suo trasferimento, nel 1680, nel capoluogo genovese per la nuova commissione artistica presso il salone del secondo piano nobile di palazzo Rosso. Trasferitosi a Torino dal 1685 qui dipingerà alcune opere nella chiesa abbaziale di Santa Maria di Casanova a Carmagnola e a palazzo Reale (Storia dei Savoia) presso gli appartamenti di Madama Felicita.

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