Scheda articolo : 194878
XVI secolo, Scuola Veneto Cretese, Adorazione dei Magi, Tempera e oro su tavola, cm 31 x 23; 36 x 29 cm
Epoca: Cinquecento

XVI secolo, Scuola Veneto Cretese

Adorazione dei Magi

Tempera e oro su tavola, cm 31 x 23; 36 x 29 cm

 

Il dipinto esaminato evidenzia le caratteristiche peculiari della corrente pittorica denominata veneto cretese, diffusasi da Venezia sino alle coste della Dalmazia e alle isole greche, a partire dal XIII secolo sino al XVII secolo. La definizione Veneto Cretese fa riferimento ad un’area situata geograficamente e culturalmente tra Venezia, che controllava politicamente tale vasta area mediterranea, e l’antica Bisanzio, storica cerniera tra l’Europa e l’Asia, dove allora prevalevano i caratteri orientaleggianti. Dal punto di vista artistico, l’area dalmata-cretese era unificata sotto una sorta di koinè, ossia un linguaggio comune, grazie alla splendida fusione tra la cultura veneta e quella orientale. Uno dei maggiori rappresentanti di questa scuola fu il noto pittore Domenico Theotokopulos (1514-1614), detto El Greco. In tale corrente pittorica la tradizione bizantina, caratterizzata da preziosismi dorati e dal prevalere della linea sul volume, si fonde con la più aggiornata pittura rinascimentale veneta di Giovanni Bellini, Tiziano e più tardi Veronese, nella quale si ha una nuova ricerca spaziale, l’apertura al paesaggio, una più profonda ricerca gestuale, cromatica e naturalistica.

Nella tavola viene raffigurata l’adorazione dei Re Magi, giunti ad onorare Gesù bambino, posto in posizione eretta sulle gambe della madre, dietro alla quale si erge la figura di San Giuseppe. Tale incastro dei personaggi permette di restituire la profondità dello spazio, che in parte si apre su un paesaggio naturale sulla sinistra, pur mantenendo una certa rigidità e bidimensionalità nella resa della parete sulla destra. Inoltre, il pittore ha composto figure dotate di volume e plasticità, grazie alla resa dei panneggi, rifiniti da tocchi di colore più chiaro e brillante in corrispondenza delle pieghe degli abiti, residuo della cultura bizantina. È quindi chiaro come anche in quest’opera la fusione tra la corrente bizantina e veneta sia giunta ad un livello di elevata eleganza e armonia.

Si possono ammirare alcune varianti del soggetto, molto diffuso all’interno della scuola veneto cretese.

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