Scheda articolo : 194871
Karl Kaufmann (1843-1901), Bacino di San Marco
Epoca: Ottocento

Karl Kaufmann (1843-1901)

Bacino di San Marco

Olio su tela

Firmato C. Marchant, datato 1875

 

Databile alla seconda metà del XIX secolo, il dipinto è certamente da riferire, per le sue peculiarità stilistiche e rappresentative, al pittore tedesco Karl Kaufmann. Utilizzò diversi pseudonimi, tra i quali “Charles Marchand” che impiegò per questo dipinto. Nato nel 1843 a Neuplachowitz, in Slesia, il Kauffman studiò all’Accademia di Vienna. Manifestò da subito la sua propensione al paesaggio, tanto da intraprendere un lungo viaggio sino in Italia, per rappresentarne pittoricamente le città più significative. Fu in particolar modo suggestionato dalle città che si affacciavano direttamente sul mare, forse proprio per quella sua straordinaria capacità di rappresentare l'effetto di specchio che l'acqua creava naturalmente. La paternità delle sue opere, rimane così legata prevalentemente a vedute di Venezia o a differenti città dell'Italia meridionale.

Assai scenografica appare la resa di questa veduta ottocentesca di Venezia, più precisamente dell'ultimo tratto del Canal Grande, a destra la Chiesa della Salute e la punta della Dogana, con la sua Palla d'Oro, e a sinistra i tipici palazzi veneziani affacciati direttamente sullo specchio d'acqua. Il secondo piano, leggermente sfocato per la lontananza e la resa atmosferica, evidenzia con rigore documentaristico il profilo architettonico dell'isola di San Giorgio. In primo piano alcune gondole animano la scena con il loro incedere pacato sulla superficie dell'acqua, interrompendo la dimensione magica della veduta e documentando il susseguirsi della vita sulle placide acque lagunari. Uno degli elementi di maggior fascino nel dipinto è che il pittore restituisce sulla tela un'immagine "romantica" della città: tale definizione fa riferimento all’intenzione dell’artista di porre in risalto quei caratteri peculiari che rendono unica la laguna veneta, come la sua posizione quasi sospesa sull'acqua o i colori dei suoi edifici che mutano a seconda delle ore del giorno, o ancora le venature dorate del cielo. In altri termini, egli preferisce evocare la città, diventare un cantore del suo fascino, con un approccio differente dai vedutisti, dunque, di cui Venezia conobbe i vertici nel secolo precedente, che rivelano caratteri di lucidità ottica e di approccio analitico qui soltanto accennati.

L'opera, dunque, si caratterizza per la sua valenza romantica ottocentesca, caratterizzata da colori caldi e soffusi in grado di ricreare la dimensione sentimentale della visione, con i riflessi degli edifici sull'acqua alta e lo sfumato senso atmosferico tipico dei vapori lagunari.

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