Scheda articolo : 194835
Inizio XV secolo, Cristo crocifisso, Legno policromo, H cm 130
Epoca: Quattrocento

Inizio XV secolo

Cristo crocifisso

Legno policromo, cm 130 x 113

 

Il crocifisso ligneo qui analizzato, aderente all'iconografia del Christus Patiens, presenta un intaglio saldo e ben geometrizzato. La scultura, databile all'inizio del XV secolo e pervenuta priva della croce, ha un'altezza di 130 centimetri e una larghezza massima, corrispondente all'apertura delle braccia, di 113 centimetri. Attraverso una ricerca espressiva del dato reale ed un'efficace stilizzazione del volto abbandonato, il Cristo è raffigurato con il capo reclinato sulla spalla destra e gli occhi chiusi, a sottolineare il dolore e la sua umanità. Senza indugiare sugli spasmi dell'agonia, questa rappresentazione di Gesù sulla croce conferisce naturalezza ed immediatezza all'immagine sacra, volta a diffondere universalmente il ricordo della sofferenza del Cristo, fattosi uomo per la redenzione degli uomini. Il viso risulta incorniciato da capelli spioventi sulle spalle circondati da una stilizzata corona di spine. Il tronco mostra un costato rilevato che sottolinea la ferita del costato evidenziata da un rivolo di sangue dipinto. Il perizoma presenta delle pieghe piatte e larghe che generano un gioco chiaroscurale. La magrezza e lo stiramento delle articolazioni sono ben visibili nella posizione delle braccia, modellate separatamente e poi unite al tronco, che allungano il busto perfettamente frontale, così come le gambe.

Le ginocchia sono leggermente sollevate, mentre i piedi in origine erano sovrapposti e trapassati da un unico grosso chiodo.

Rispetto alle sculture in pietra, quelle in legno presentano alcuni limiti, che però non hanno compromesso il suo sviluppo nel corso del tempo. Un esempio sono le dimensioni limitate del blocco ligneo, che impongono per le opere di medie e grandi dimensioni la lavorazione di più pezzi separati, da montare mediante giunzioni ad incastro, oppure la presenza di piccole cavità, variazioni di colore, nodi e venature. Queste irregolarità, terminato l'intaglio, erano mimetizzate da rivestimenti di vario genere: le statue venivano solitamente rivestite da uno strato di gesso che serviva di preparazione al colore, o, come nell'opera analizzata, da una tela, che fungeva da supporto al gesso, con la funzione di attenuare le differenze di elasticità tra questo e il legno, causa di screpolature e cadute di colore.

Content for class "clear" Goes Here