Scheda articolo : 185988
Scuola Veneta, Secolo XVIII, Minerva, Olio su tela, cm 160 x 90
Epoca: Seicento

Scuola Veneta, Secolo XVIII

Minerva

Olio su tela, cm 160 x 90

 

Minerva, corrispondente ad Atena nella mitologia greca, è una delle più importanti divinità dell'Olimpo. Figlia di Giove, nasce dalla sua testa completamente armata, aiutata da Vulcano, dio del fuoco. Dea saggia ed accorta, rifugge le passioni d'amore. Inizialmente considerata dea della guerra, assume in seguito il ruolo di protettrice delle scienze, delle arti e della sapienza. Solitamente è raffigurata in veste di guerriera, armata di elmo e corazza, o lancia e scudo, i suoi attributi iconografici. E' protagonista di numerosi episodi mitologici, dopo aver aiutato Perseo a uccidere Medusa, Minerva riceve in dono dall'eroe la testa della Gorgone, che pone sulla sua egida. In qualità di dea guerriera combatte per mantenere l'ordine e le leggi e per questo viene spesso opposta a Marte, dio della guerra brutale e violenta. Vigila su alcune divinità domestiche, in particolare la filatura e la tessitura. E' noto l'episodio in cui la dea muta in ragno Aracne, la filatrice che ha osato sfidarla. Minerva è principalmente la dea della sapienza e come tale viene anche considerata dagli umanisti rinascimentali. Talvolta con lei è rappresentata una civetta, suo animale sacro e simbolo di saggezza.

Nella tela qui analizzata, l'artista, nel rappresentare Minerva parzialmente nuda, probabilmente intendeva porre l'accento sulla femminilità della dea, sempre nascosta sotto l'armatura, alludendo però al contempo alla sua castità. La dea è ritratta distesa su un giaciglio coperto da bianchi panni, appoggiata ad un grosso cuscino rosso con una nappina sull'angolo visibile; i morbidi drappeggi colorati che coprono il morbido corpo lasciano scoperto un candido seno. Accanto a lei è rappresentato un elmo piumato, mentre dai drappeggi si intravede l'elsa di una spada. Lo sfondo è diviso in due parti, a destra, alle spalle della dea è appeso un tessuto color senape, che ricade sul letto, dove è sdraiata la dea, con un gioco di fitti panneggi. L'inserimento del drappeggio dona all'opera un sapore teatrale. Nella parte sinistra della tela si apre un panorama dove si riconoscono una montagna e un gruppo di alberi; il cielo è coperto da fitte nuvole grigie. L'artista accosta colori molto vivaci, quali il rosso, il verde il blu e il bianco, che vivacizzano la scena illuminando la figura della dea. Lo sguardo di Minerva è rivolto verso sinistra, il suo volto, con i grandi occhi socchiusi è appoggiato rilassatamente alla mano sinistra esprimendo calma e serenità.

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