Scheda articolo : 184992
Giappone, periodo Taishō (1912-1926), Saggio taoista, Avorio, cm 23
Epoca: Primi del Novecento

Giappone, periodo Taishō (1912-1926)

Saggio taoista

Avorio, cm 23

 

Il manufatto in avorio è di provenienza giapponese e risale al periodo Taishō (1912 - 1926), epoca coincidente con il regno dell'imperatore Yoshihito, successore di Mutsuhito con il quale si concluse l'epoca Meiji. Il termine Taishō significa “Periodo di grande giustizia”, eppure fu un'epoca segnata da forti crisi politiche, dalle repressioni violente dei movimenti di sinistra e dalla partecipazione alla prima Guerra Mondiale. Infatti il Giappone dichiarò guerra alla Germania con l'obiettivo di conquistare le colonie del Kaiser in estremo oriente, e nel 1917 attaccò anche la Russia zarista, indebolita dalle tensioni che contemporaneamente avvenivano a Mosca e Pietroburgo, riuscendo pertanto a penetrare fino al lago Baikal. Al termine della guerra però, il Giappone perse quasi tutte le sue conquiste e avviò una politica interna di stampo democratico, fortemente segnata da una penetrazione della cultura occidentale.

La piccola opera, realizzata in uno dei materiali più pregiati e da sempre più ricercati in campo scultoreo, raffigura un vecchio saggio taoista, in abiti tradizionali, che sorregge nella mano sinistra una tazza da sakè, bevanda alcolica giapponese, che iniziò ad essere prodotta su scala industriale in epoca Meiji. Ai piedi dell'anziano è possibile notare un piccolo tavolino con l'apposita borraccia da sakè e delle zucche. Encomiabile è la lavorazione del materiale, con un'attenzione maniacale per i dettagli anatomici e delle pieghe del vestito, come ben si nota osservando le ampie falde delle maniche, e ancora la calligrafica lavorazione a china nelle incisioni, con motivi decorativi fitomorfi e di fantasia. Persino la suola del saggio è stata incisa, con un intento mimetico del reale, tipico della scultura in avorio nel paese del sol levante. Il retro della base conserva un sigillo in lacca rossa. La statuetta si può ascrivere al genere dei netsuke, ossia una piccola scultura contenibile nel palmo di una mano, diffuse a partire dal XVIII secolo e divenute oggetto di interesse e collezionismo occidentale, con le esposizioni universali di Parigi (1867) e di Vienna (1873).

 

Content for class "clear" Goes Here