Scheda articolo : 184223
XVIII secolo, San Sebastiano, Legno policromo, h cm 55
Epoca: Settecento

XVIII secolo,

San Sebastiano,

Legno policromo, h cm 55

 

La scultura lignea finemente intagliata raffigura san Sebastiano, santo apotropaico invocato contro la peste, vissuto tra il III e il IV secolo. Sebastiano era un soldato originario della Gallia, probabilmente di Narbona, forse trasferitosi a Milano e arruolato nell'esercito di Diocleziano. Convertito al cristianesimo, approfittò della sua posizione per aiutare altri cristiani, e per questo venne condannato a morte. Venne legato ad una colonna e sottoposto al lancio delle frecce che lo lasciò come morto. Il suo corpo, abbandonato, venne soccorso dalla vedova Irene che lo curò e Sebastiano, guarito, si presentò nuovamente presso il palazzo imperiale, al cospetto di Diocleziano. L'imperatore ordinò, allora, che venisse percosso a bastonate fino a farlo morire, e che il suo corpo fosse gettato nella Cloaca Massima. Da qui venne recuperato da un cristiano, avvisato in sogno dal santo, e seppellito nelle catacombe. A causa delle ferite inflitte dalle frecce, simili ai bubboni della peste, san Sebastiano veniva invocato contro la peste, per questo motivo è spesso affiancato da san Rocco, altro santo taumaturgo pregato contro la peste. San Sebastiano, nella statua lignea policroma qui proposta, si abbandona completamente alla morte, il suo corpo assume un andamento cadente, trattenuto dalla fune che lega il suo braccio destro ad un ramo sporgente. L'anatomia del corpo del martire, coperto solo da un perizoma dorato, è delineata in modo minuzioso; in vari punti il santo è stato trafitto da frecce ancora conficcate nelle ferite, dalle quali sgorga del sangue.

Notevole il livello qualitativo di quest’opera, evidente sia nella virtuosistica posa del giovane, sia nella resa analitica dei dati anatomici ed espressivi. La posa chiastica, nella quale corrispondono il braccio e la gamba opposti, conclude l’elegante realizzazione del corpo. Il capo reclinato e l’espressione dello sguardo evidenziano il dolore composto ed eroico di Sebastiano, legato al fusto d’albero. Notevoli alcuni dettagli della composizione, tra i quali la resa della capigliatura piuttosto che l’intreccio dei panneggi del perizoma dorato. Le stessa corda rendere la tensione con cui venne tirata per legare il santo. Di grande effetto, in conclusione, risulta l’intera composizione, ove la figura del santo e il tronco dell’albero, divengono occasione per lo scultore seicentesco di un’approfondita indagine del dato reale descritto.

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