Scheda articolo : 184164
Pittore orientalista del XIX secolo, Coppia di dipinti raffiguranti donne con bimbi in un paesaggio nordafricano, Olio su tela
Epoca: Ottocento

Pittore orientalista del XIX secolo

Coppia di dipinti raffiguranti donne con bimbi in un paesaggio nordafricano

Olio su tela, cm 44 x 37, con cornice cm 62,5 x 58

Firmato e datato 1856 in basso a destra M. Miroude

 

Orientalismo è un termine di origine francese con cui sono denominati gli artisti che dal XVIII si dedicarono a dipingere atmosfere e ambienti dei dell'Impero Ottomano, dell'Africa settentrionale e del vicino Oriente, riportando nell'immaginario occidentale luoghi e costumi pieni di fascino e opulenza. L'interesse per il diverso ha origine con la spedizione di Napoleone in Egitto nel 1798 e da lì in poi l'Oriente diviene meta di studi scientifici, viaggi di ricerca o di piacere ed è evocato per mezzo di suggestive immagini piene di rovine, paesaggi naturali e soprattutto persone che abitano questi luoghi riprese nelle loro quotidiane attività. Il gusto orientalista si diffuse dalla Francia grazie al pittore Eugene Delacroix che nel 1822 si recò in Marocco riportando schizzi e disegni della vita quotidiana e delle persone, da cui trasse ispirazione per opere come La Morte di Sardanapalo (Louvre, 1827). Egli influenza altri artisti come Decamps, Ingres, Fromentin, Dehodencq (Bohemes, Grand Palais). Anche un altro pittore francese, Jean-Leon Gerome (La danza Pirrica, 1885) si dedica alacremente a questo filone pittorico, esponendo anche in diverse gallerie europee e divenendo modello anche per quei pittori che in Italia in pieno Romanticismo si dedicarono a questa pittura.

Temi ricorrenti di questo filone pittorico sono bazar, vicoli affollati, il deserto, le carovane di nomadi e le oasi, le antiche rovine, scene piene di vita e colori, un mondo del tutto pittoresco, come nel caso di questi due quadri, raffiguranti donne e bambini, vestiti con ampie tuniche e copricapi bianchi e con accenni di colore, in un piccolo villaggio fatto di candide casupole squadrate intente nelle attività quotidiane, come occuparsi del raccolto trasportato in grandi ceste di vimini poste sul capo, approvvigionarsi di acqua, come si può notare in una delle due scene dove si vedono beduini e cammelli mentre riposano all'ombra delle palme presso un'oasi. La luce calda e accecante tipica di quei luoghi è riportata con intesa veridicità nelle sfumature delle vesti, così come nei colori della natura a tratti lussureggiante e al contempo arida, ma soprattutto nel cielo di un azzurro opaco.

Uno dei due quadri è firmato in basso a destra M. Miroud e datato 1856, rendendo i due dipinti una coppia, con la stessa cornice e le medesime dimensioni.

 

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