Scheda articolo : 184161
XVII secolo, Assalto di briganti a un villaggio, Olio su tela
Epoca: Seicento

XVII secolo

Assalto di briganti a un villaggio

Olio su tela, cm 71 x 135

 

La scena raffigurata riprende l'episodio di un assalto ad un borgo. La pittura è estremamente dettagliata e vi confluiscono vari episodi: i soldati in armatura sul dorso dei cavalli che brandiscono le armi e minacciano gli abitanti, quelli a piedi che compiono razzie dei beni e delle scorte di cibo e soldati che impugnano fucili e minacciano il popolo compiendo uccisioni e violenze nei confronti delle donne, come è evidente dalla figura proprio al centro della scena. Il grande realismo che pervade la composizione è evidenziato dalla ripresa delle donne e dei bambini che piangono i cari appena uccisi, ma anche dalle scene che occupano il secondo piano: il fumo che esce dalle finestre, i soldati che gettano gli averi dei cittadini dalle case in fiamme, come quello nella casa all'estrema sinistra, o ancora l'uomo che cammina sul tetto nel tentativo di salvarsi dalla violenza dell'attacco nemico. Anche gli animali partecipano all'episodio efferato, come il cagnolino che cerca di aiutare il suo padrone, così come gli oggetti sparsi in tutta la composizione contribuiscono a generare il caos e quindi il pathos della scena (si vedano i paioli in basso a destra). La composizione di genere, prettamente ascritta al Seicento e alla pittura di stampo realistico, presenta anche delle rovine in primo piano, come si può osservare anche negli artisti che a Roma si dedicavano a questo genere pittorico e per i quali era prassi comune riportare resti di antiche rovine tratte dalla città o dalla campagna romana. Questi pittori ritraggono gli aspetti più consueti e più umili della realtà quotidiana adottando un tono realistico e narrativo. I loro dipinti per la prima volta rappresentano con ricchezza di particolari i mestieri di strada, gli ambulanti, i poveri mendicanti o gli imbroglioni, gli ambienti più sordidi delle periferie, oppure raccontano la vita dei contadini e le feste popolari, non tralasciando i fatti di cronaca talvolta anche licenziosi o irriverenti. L’esperienza dei pittori bamboccianti, quale è quella dei fiamminghi Jan Miel (1599- 1663), Johannes Lingelbach (1622-1674), Jan Asselijn (1610 circa – 1652) e degli italiani Michelangelo Cerquozzi (1602-1660) e Domenico Gargiulo (1609-1675), dà vita a una delle tendenze più diffuse della pittura italiana dell’epoca e, pur nella diversità degli esiti, con essa si determinano alcuni caratteri distintivi della pittura con “scene di genere” del Seicento e Settecento.

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