Scheda articolo : 184156
Bottega di Annibale Carracci (1560 – 1609), Assunzione della Vergine, Olio su tela
Epoca: Seicento

Bottega di Annibale Carracci (Bologna, 1560 – Roma, 1609)

Assunzione della Vergine

Olio su tela, cm 67 x 79; con cornice cm 84 x 97

 

La tela in esame per impostazione e stile individua la mano di un artista attivo nella bottega di Annibale Carracci (1560 – 1609). Annibale Carracci nasce il 3 novembre 1560 a Bologna. Istituisce nel 1582, insieme a Ludovico ed Agostino Carracci (rispettivamente il cugino ed il fratello), l’Accademia dei Desiderosi che cambierà nome nel 1590 per chiamarsi Accademia degli Incamminati. Questa istituzione rimane per molto tempo il punto di riferimento classico dell’arte seicentesca. Nelle opere di Annibale Carracci si percepisce quella reazione che è quasi un rifiuto al manierismo, in una nuova ricerca senza rincorrere gli effetti spettacolari che superano la natura. Le sue ricerche lo portano invece verso una riconquista dei valori della pittura classica attraverso lo studio dei grandi artisti che lo hanno preceduto, come Michelangelo, Raffaello, Correggio e Tiziano. Le sue prime opere firmate e datate dal 1583 al 1586 appartengono al periodo dei soggiorni toscani e veneziani e, qualche anno più tardi, la sua produzione sarà considerata tra le più pregiate fra quelle dei grandi artisti attivi nell’Italia settentrionale. La sua fama arriva fino a Roma e l’artista viene quindi incaricato dal Cardinale Odoardo Farnese per affrescare le sale del camerino a Palazzo Farnese. Il ciclo decorativo raffigura storie mitologiche in una serie di opere autonome dove spiccano Polifemo e Galatea, Giove e Giunone, il trionfo di Bacco e Arianna. Nel 1597, in seguito al successo degli affreschi al camerino di Palazzo Farnese, Odoardo gli assegna la decorazione della volta del salone principale, ampia circa diciotto metri quadrati. Una caratteristica costante dell’Accademia dei Carracci, in sintonia con la cultura dell’epoca fu la capacità di alternare la compostezza classicheggiante delle opere religiose con il gusto fresco - o addirittura caricaturale e grottesco - di altri esperimenti figurativi. La tela deriva da un modello di Annibale Carracci, custodito al Museo del Prado di Madrid, giunta in Spagna come dono al sovrano Filippo IV inviato dal conte di Monterrey, importante politico spagnolo, attivo molti anni in Italia. Va inoltre messa in relazione con con una pala d'altare realizzata da Annibale per la Confraternita si San Rocco di Reggio Emilia, conservata oggi a Dresda, Gemaldegalerie. Il moto ascensionale della Vergine, la dinamica gestualità degli apostoli trasmette all'osservatore l'intensa carica emozionale che pervade la tela; si possono dunque rintracciare alcune istanze protobarocche che allo scadere del secolo caratterizzano l'opera di Annibale, come alcuni stilemi derivanti dalla tradizione pittorica veneta. Un'altra opera analoga, assegnata alla bottega di Annibale Carracci, è conservata presso Palazzo Pitti a Firenze.

Content for class "clear" Goes Here