Scheda articolo : 182411
Cerchia di Pietro Navarra, Natura morta con frutta e gallina, Olio su tela, Cm 64,5 x 50, con cornice cm 79 x 64
Epoca: Seicento

Cerchia di Pietro Navarra (Roma, fine XVII - inizio XVIII secolo), 

Natura morta con frutta e gallina,

Olio su tela, cm 64,5 x 50, con cornice cm 79 x 64

 

Ad un’attenta analisi stilistica è possibile riferire il seguente dipinto alla cerchia di Pietro Navarra, noto anche come “Il monogrammista P. N.” Il dipinto si inserisce nella serie di nature morte realizzate dal pittore e caratterizzate dalla tipica presenza di selvaggina tra frutti e fogliame. Un paesaggio crea lo sfondo per un brano di natura morta disposto su più livelli e dominato dalla figura di una gallina. Intorno vari esemplari di frutta: uva, ciliegie, fichi, melograni, pesche e fiori. Il piatto d'argento in secondo piano conferisce una piacevole variazione cromatica all'interno del dipinto. L’atmosfera è elegante, confortata da una stesura cromatica raffinata, tesa a restituire gli effetti luministici reali delle diverse materie. Poco si sa della prima formazione di Pietro Navarra: si ipotizza che fosse studente di Franz Werner von Tamm durante il suo soggiorno romano tra il 1685 e il 1695. Il biografo Lione Pascoli nelle sue Vite de’ Pittori, Scultori e Architetti moderni, scrive che Pietro Navarra fu attivo a Roma prima degli anni novanta del XVII secolo, ancor prima dell’arrivo del Tamm nella città, e tenta una sua identificazione con il giovane apprendista di Monsù Daprait che esponeva delle nature morte in San Salvatore in Lauro tra il 1696 e il 1707.

Un confronto interessante può essere istituito con la natura morta proveniente dalla Galleria Pallavicini a Roma, dove si riscontra una simile iconografia e soggetto, o con quella apparsa sul mercato antiquario emiliano, dove ad un simile trattamento delle tonalità si rileva un'eguale rappresentazione della frutta, in particolare dell'uva dalla forma allungata e dei fichi, e l'utilizzo dell'espediente compositivo del piatto d'argento. Si tratta di opere in cui si coglie la peculiare stesura del pittore, pastosa e materica, in cui i giochi di ombra sono evidenziati da punti di biacca luminosi e accesi. La sua fisionomia è attualmente recuperabile attraverso i dipinti firmati a Palazzo Montecitorio o nella Galleria Pallavicini di Roma, mentre altre sue nature morte si conservano nella Pinacoteca Vaticana, nel museo di Anversa, nel museo di Capodimonte a Napoli e in varie collezioni private.

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