Scheda articolo : 182407
Seguace di Federico Barocci, Inizio XVII secolo, Annunciazione, Olio su tela, Cm 59 x 48; con cornice cm 90 x 77
Epoca: Seicento

Seguace di Federico Barocci (1535-1612), Inizio XVII secolo

Annunciazione

Olio su tela, cm 59 x 48; con cornice cm 90 x 77

 

L'opera esaminata, dalla chiara realizzazione dedicata alla devozione privata, deve essere riferita ad un artista attivo nei primi decenni del Seicento, che ben doveva conoscere le opere di Federico Barocci (circa 1535-1612), uno dei più importanti pittori manieristi del XVI secolo. Le sue opere de Barocci sono caratterizzate da uno straordinario uso del colore con composizioni affascinanti ed intellettualmente molto interessanti. L’arte del Barocci, membro del terzo ordine francescano, fu particolarmente influenzata dalla sua fede; i suoi capolavori sono realizzati con grande pietà e testimoniano la sua devozione. L'opera in esame trae la sua ispirazione dalla tela del maestro commissionata nel 1596 da Laura Pontani Coli per la Cappella dell’Annunciazione, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.

L'episodio dell'Annunciazione è ambientato entro la casa della Vergine Maria. Attraverso una profonda prospettiva si scorge sullo sfondo una finestra, attraverso la quale si riconoscono le torri del palazzo ducale di Urbino; sappiamo questa essere la stessa visuale della città che il Barocci poteva ammirare dal suo studio. Altro delicato particolare, posizionato dall’artista in basso a sinistra, è il gatto addormentato nel cestino per il cucito, che sta a simboleggiare una grande intimità. Barocci ha usato queste immagini familiari per rendere la scena accessibile all’osservatore e per trasportarlo dalla propria vita quotidiana in quella del Vangelo. La Vergine è rappresentata sola, l’Arcangelo Gabriele è giunto per portarle l'annuncio. Sul tavolo in secondo piano il libro è ancora aperto, abbandonato dopo l'apparizione del messaggero divino. Barocci usa questi dettagli per sottolineare lo stato d’animo di Maria. Da un punto di vista iconografico, il libro delle Sacre Scritture indica che Maria è la donna di cui il profeta Isaia aveva detto: “la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14). Per dimostrare che Maria è “benedetta fra le donne e piena di grazia” (Lc 2) Barocci la rappresenta con le fattezze di una donna nobile del tempo, di grande bellezza. Maria ha un’affascinante e sereno sguardo ed i suoi vestiti di colore rosso e blu, simboleggianti la Sua maternità divina, danno una luce grandiosa alla intera composizione. Questa luce proveniente dalla figura di Maria e dall'apparizione divina in alto a sinistra, indica, la venuta della Luce del mondo attraverso l’Incarnazione. L’angelo reca nella sua mano un giglio, simbolo dell’eterna verginità di Maria. Ecco come questa attenzione ai particolari sia artistici sia dottrinali fa si che questo commovente passo biblico sia rappresentato in maniera eccellente. L'abilità del maestro risiede proprio nel dipingere scene che rappresentano la profonda essenza della vita.

 

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