Scheda articolo : 182404
Emilio Scanavino, Bassorilievo, 1968, Metallo, Cm 35 x 47
Autore : Emilio Scanavino
Epoca: Anni 60

Emilio Scanavino (Genova, 28 febbraio 1922 – Milano, 28 novembre 1986),

Bassorilievo, 1968,

Metallo,

Cm 35 x 47

 

La rivoluzionaria pratica artistica di Scanavino si sviluppa negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, in diretto dialogo con un contesto internazionale e vibrante dominato da artisti quali: Sebastian Matta e Alberto Giacometti, Francis Bacon e Graham Sutherland, e gli stesso appartenenti al movimento CoBrA (Asger Jorn e in particolare Karel Appel e Corneille). Sono gli stessi anni in cui Lucio Fontana e Alberto Burri sviluppano le loro rivoluzionarie sperimentazioni con spazio e materia, che li porteranno a superare le tradizionali nozioni di pittura e scultura in un nuovo rapporto diretto con il mondo.

Emilio Scanavino nasce a Genova il 28 febbraio del 1922. il padre Sebastiano è teosofo e la madre, Maria Felicina Sterla, è fervente cattolica. Queste due culture determineranno in seguito il conflitto interiore, che caratterizza la personalità e l'espressione dell'artista. Dalle opere di Scanavino emergono l'attualità della poetica del segno e della materia e il confronto del suo linguaggio pittorico con l'informale di matrice europea, in particolare con le suggestioni di Bacon. Nascono in questo periodo i primi Rituali e gli Alfabeti senza fine, i temi che ricorrono nella pittura di Scanavino: il segno si fa protagonista sula tela di un racconto ritmato, di un tema sospeso, di pieni e vuoti, di presenze suggestive, evocate nell'ombra dello studio o nella natura di Calice Ligure, dove, alla fine degli anni Sessanta, Scanavino sposterà il suo studio per alcuni periodi dell'anno. Alcune forme archetipiche che tornano con insistenza – l'uovo, il nido, il pane, le mani e i nodi in continua evoluzione – testimoniano l'essenza del processo creativo di Scanavino, strettamente connesso al ciclo della natura. La sua attenzione ai margini, ai resti, agli accadimenti quotidiani, la sua inclinazione verso il lato segreto è l'humus che dà luogo alla genesi delle sue immagini. Tutto ciò è ben visibile nel nostro bassorilievo, in cui si notano suggestive forme archetipiche e segni tracciati con fermezza nel metallo: triangoli, cerchi concentrici, ritmano infatti la superficie ma non sono semplici segni astratti, che rimandano a una pura geometria, come accade per tanti altri artisti informali dell'epoca. Siamo infatti di fronte a uno “spartito dell'anima”, un'intima trasposizione sulla materia, tramite segni e simboli ricorrenti, della inquieta e tormentata interiorità dell'artista.

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