Scheda articolo : 182289
XVI secolo, Bottega di Jacopo Bassano, Discorso di san Paolo nell'Areopago di Atene, Olio su tela, Cm 115 x 78
Epoca: Cinquecento

XVI secolo

Jacopo Bassano, bottega

Discorso di san Paolo nell'Areopago di Atene

Olio su tela, cm 115 x 78

 

La scena è ispirata dal brano degli Atti degli Apostoli (Atti 17,16-34) in cui si narra come San Paolo, "ritto in piedi in mezzo all'Areopago", predicò agli ateniesi, riuscendo a convertirne alcuni e a dar così vita alla comunità cristiana in Grecia. La rappresentazione è densa di figure e di architetture in sottofondo che suggeriscono una prospettiva diagonale verso destra, le cui linee di fuga vengono interrotte dalla figura del santo intento a portare la fede ad Atene, la città della ragione. La luce divina da cui è avvolto san Giovanni evangelista che, insieme all’aquila, campeggia nel cielo, illumina san Paolo dall’alto. Tuttavia, la ragione non può accogliere la novità della fede in Cristo che parla di “resurrezione di morti”. La tela appartiene alla produzione della bottega della grande e feconda famiglia dei Bassano, avviata da Jacopo Da Ponte nella città veneta di Bassano. La composizione viene ordinata secondo lo schema prospettico che caratterizza le pale d'altare prodotte dalla bottega dapontiana degli anni Settanta. L'opera deriva dalla grande pala d'altare datata 1574 conservata nella chiesa parrocchiale di S. Antonio a Marostica (Veneto), primo esempio di opera firmata da Jacopo con il figlio Francesco, come indicato dagli stessi artisti sul secondo scalino in basso a destra. Alla mano di Jacopo spettano le figure in primo piano, rese con solida plasticità e brillante cromatismo; probabilmente al figlio Francesco son dovute le altre figure più evanescenti in secondo piano, la quinta architettonica e il paesaggio. Una versione su tela di simili misure è ospitata all'Accademia Carrara di Bergamo (inv. 10 (861), ascritta anch'essa alla bottega di Jacopo dal Ponte. Una seconda versione, le cui misure riprendono quelle della tela in esame, è conservata nella collezione Kress di New York ed attribuita direttamente a Francesco o Giambattista Bassano. Rispetto alla Pala di Marostica, tuttavia, non è riscontrabile la figura del San Giovanni Evangelista in estasi nella parte superiore. Il dipinto in questione, così come la pala di Marostica, risentono della gamma cromatica del giovane Tintoretto, il cui accenno è visibile anche nell'infilata di persone sedute. La pittura dei Bassano, nella sua forte espressività, appare sempre intrisa di significati allegorici o biblici, capaci di travalicare la dimensione stessa della tela, per toccare le corde più intime dell'osservatore.

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