Scheda articolo : 182215
Gianluca Piaccione, Tattoo, 2018, Acrilico spatolato e matita su doppia tela tagliata, piegata e applicata su tavola dipinta, Cm 40 x 40 x 3
Epoca: Nuovo

Gianluca Piaccione (Taranto, 1971),

Tattoo, 2018

Acrilico spatolato e matita su doppia tela tagliata, piegata e applicata su tavola dipinta,

Cm 40 x 40 x 3

 

Ciò che resta è già qualcos'altro. Questo progetto in divenire è frutto di un combattimento tra rigore geometrico e libertà creativa, tra forme fisse e movimento, tra segmenti e linee d'orizzonte”.

 

Tagli superficiali danzano sulla tela seguendo una precisa disposizione. Ripetutamente posizionati ed elegantemente calibrati, si susseguono disegnando armoniose aperture sequenziali. Un'impaginazione costruttiva che va oltre il limite bidimensionale del supporto, conquistando la terza dimensione attraverso movimento, staticità ed equilibrio, che invadono la trama figurativa. Tutto è in un vortice perfettamente concatenato. Rifrazioni chiare e scure, giochi di luce ed ombre si sposano sulle superfici monocromatiche, creando un virtuosismo ottico dall'effetto ipnotico e cinetico. Un lavoro manuale meticoloso, analitico, dà forma ad un complesso sistema di fessure e pieghe, il cui principio esecutivo è dettato dall'estremo rigore compositivo che restituisce purezza e semplicità lineare. A seconda dell'angolazione prospettica, subordinata sia all'incidenza della luce sulla tela, sia allo spostamento del nostro sguardo, primo piano e sfondo si intersecano, nascondendo e svelando differenti visioni. Il riferimento a Fontana appare qui subito evidente, come più volte lo ricorda l’artista stesso, affiancando il nome di Fontana a quello di altri grandi maestri quali Castellani e Bonalumi per le estroflessioni e per il senso del volume, l'Optical Art di Vasarely, il movimento Dada e Surrealista e gli achrome di Piero Manzoni.

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