Scheda articolo : 181994
XIX secolo - da Raffaello Sanzio, Madonna con il Bambino e San Giovannino, Olio su tela
Epoca: Ottocento

XIX secolo - da Raffaello Sanzio

Madonna con il Bambino e San Giovannino

Olio su tela, cm 133,5 x 100,5 - con cornice, cm 141 x 108,5

 

Il quadro in esame raffigura la Vergine, immersa in un paesaggio lacustre, con il piccolo Gesù teneramente appoggiato alle sue gambe e il San Giovannino, inginocchiato e con una croce in mano, che rivolge con devozione lo sguardo verso il Cristo. L'opera deriva da una celebre opera di Raffaello da Urbino, La Bella Giardiniera, acquistata dopo la morte dell'artista da Francesco I re di Francia, oggi conservata al Museo del Louvre e datata al 1508. Il pittore ottocentesco capovolge specularmente le posizioni originarie, lasciando comunque inalterato l'impianto compositivo piramidale, i cui personaggi sono legati fra loro da una concatenazione di sguardi e gesti, che richiama la lezione di Leonardo da Vinci. Sempre a quest'ultimo artista rimanda la resa atmosferica dell'ameno paesaggio di fondo, punteggiato dalle sagome di alcune case, da un campanile sulla sinistra e da una torre sulla destra. Citazione di Michelangelo è invece il piede del Cristo sovrapposto a quello della Madonna. Nonostante alcune modifiche apportate alla fisionomia dei volti e e delle capigliature, non viene meno la delicatezza di sentimenti che hanno costituito per secoli la fortuna delle Madonne dell'Urbinate; infatti, non a caso, il quadro fu realizzato a fine devozionale, come si può leggere nell'iscrizione apposta sul retro della tela: EX VOTO. Si noti infine l'attenzione data al dettaglio naturale in primo piano; qui non ci si limita alla copia dall'originale, ma vengono inserite essenze floreali molto apprezzate nel XIX secolo e frequentemente ravvisabili nelle pitture coeve, come il tulipano e la rosa Centifolia.

Nel complesso la tela testimonia il culto per l'arte di Raffaello, consacrato già nel secolo precedente da Winckelmann e Mengs come il campione del bello ideale. Nel corso dell'Ottocento infatti vengono pubblicate una serie di monografie a lui dedicate, che affascinano i contemporanei, specialmente i francesi, tra cui il famosissimo Ingres, che parlava di una “grazia divina” in riferimento ai capolavori dell'italiano; pochi anni fa una mostra al Grand Palais di Parigi, Raphaël et l'art français, ha documentato tale successo di Raffaello nella Francia del XIX secolo. Proprio ad un anonimo pittore francese sembra doversi ricondurre il quadro, stando alle poche parole leggibili sul retro, tra cui “Tonnere 1853 (?)”. Dunque se oltralpe, dalla Restaurazione in poi, il mito di Raffaello pervadeva l'intero mondo dell'arte, non stupisce affatto che anche nel piccolo paese di Tonnere, nel dipartimento della Yonne, in Borgogna-Francia Contea, si sia affidata a un pittore la riproposizione di un celebre quadro di Raffaello.

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