Scheda articolo : 181983
Scuola fiorentina, XV secolo, Madonna con Cristo Bambino, Terracotta e foglia oro
Epoca: Quattrocento

Scuola fiorentina, XV secolo

Madonna con Cristo Bambino

Terracotta e foglia oro, cm 67 x 37 x 23

 

La raffinata ed elegante scultura in terracotta raffigurante la Madonna col Bambino, di chiara matrice fiorentina della seconda metà del XV secolo, è ascrivibile alla cerchia di Benedetto da Maiano (1442-1497).

Benedetto da Maiano, anche noto come Benedetto di Leonardo, è stato un architetto e scultore italiano. La sua formazione artistica si compì all'interno della sua famiglia, grazie alla guida del padre intagliatore Leonardo d'Antonio ed al contatto con i due fratelli Giuliano da Maiano e Giovanni. Iniziò l'attività artistica come scultore, soprattutto di legno intagliato, e con questa tecnica divenne presto famoso, tanto da decorare i soffitti di Palazzo Vecchio a Firenze. Negli anni settanta del Quattrocento fu uno degli scultori più richiesti a Firenze, grazie al suo stile morbido e armonico, dove convivevano in giusta misura il naturalismo, l'idealizzazione e il virtuosismo tecnico. Ricevette importanti commissioni, soprattutto di busti per l'aristocrazia cittadina, tra cui spiccano il busto di Pietro Mellini (1474) e quello di Filippo Strozzi (1476). Nell'ambiente artistico fiorentino Bernardo fu certamente tenuto in molta considerazione; si rileva anche dal Vasari, che, citandolo in più occasioni, lo raffigura anche fra I migliori e primi artefici dell'arte nostra a partecipare a bellissimi discorsi e dispute d'importanza.

La scultura appare come un vero e proprio modello della elegante e dotta cultura figurativa rinascimentale, particolarmente evidente nella raffinata decorazione del manto della Madonna bordato in foglia oro, nel monumentale e delicato modellato delle figure, nella dolcezza del volto della Vergine, nel delicato scorcio del capo del Bambino. La scultura presenta una composta, pacata struttura piramidale, preziosa nelle forme piene, dal modellato morbido e raffinatissimo, e nel colore caldo della terracotta d'impasto molto fine. La Madonna, con una veste a maniche lunghe coperta da un manto, regge delicatamente il Bambino, che a sua volta posa la sua piccola mano su quella della madre, in un gesto di grande naturalezza che dimostra una elegante intimità, tipica delle Madonne col Bambino realizzate a Firenze verso la fine del Quattrocento. Le dita della Vergine, appoggiandosi al corpo del Figlio, ne premono la superficie affossando la tenera pelle, creando un effetto sincero e vibrante. Una serie di confronti possono essere effettuati con la grande Madonna dell'Ulivo conservata nella Cattedrale di Prato (che riprende i gesti e le movenze della scultura in esame), con la Madonna e Bambino dell'Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, (stanzone dei capi di guardia). Per quanto riguarda i lineamenti, si può osservare un simile trattamento delle superfici nel busto di S. Giovanni bambino conservato all'Honolulu Academy of Arts, Honolulu (inv. 2298.1; Hawaii, USA).

Innumerevoli opere più o meno strettamente riferibili a Bernardo e alla sua bottega si potrebbero citare ancora in chiese e raccolte specialmente di Toscana e in collezioni varie d'Europa e d'America. Occorre ricordare che molte delle sue opere sono andate perdute: si ha notizia non solo dal Vasari, ma anche, più attendibile, dall'inventario dei marmi, pietre, figure, masseritie di più ragione che si trovavano nella sua bottega di via de' Servi luogo detto il Castellaccio, rilevata poi da Leonardo del Tasso.

In definitiva, Benedetto da Maiano si presenta come rappresentante notevolissimo della cultura fiorentina di quell'estremo trentennio del Quattrocento. Le sue raffinate ed eleganti linee unite ad una accurata attenzione per il dettaglio descrittivo sono state in grado di influenzare una grande cerchia di artisti orbitanti attorno alla sua figura. Partito dalla pura fonte dell'arte rosselliniana, egli ha cercato di dare alle sue figure una vita più intensa e drammatica, alle sue forme un'ampiezza maggiore.

 

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