Scheda articolo : 181594
Scultore umbro, Inizio XIV Secolo, Madonna Sedes Sapientiae, Legno policromo
Epoca: Medioevo

Scultore umbro, Inizio XIV Secolo

Madonna Sedes Sapientiae

Legno policromo, cm 110 x 31 x15

 

La scultura in esame raffigura una Madonna con bambino, di raffinata qualità scultorea, ascrivibile a un artista attivo nell'area appenninica dell'antico Ducato di Spoleto, nei primi decenni del XIV secolo. Il confronto più stringente è con le opere del Maestro della Santa Caterina Gualino, così denominato per la scultura dell'omonima Santa, appartenuta alla celebre collezione Gualino; altrettanto conosciuta è la Madonna di Teramo, conservata nel Duomo della città abruzzese, mentre altre opere si possono ammirare al Museo Nazionale d'Abruzzo a L'Aquila e al National Museum of Scotland di Edimburgo.

Al pari del Maestro della Santa Caterina, il nostro scultore è infatti in grado di rinnovare la tradizione locale: pur permanendo la posa frontale ieraticamente statica della Vergine, le massicce forme romaniche vengono sapientemente stemperate e lasciano spazio a una linea morbida e pura, che sagoma il corpo e le vesti, attribuendo ai lineamenti una grazia ed eleganza, raramente riscontrabili in opere coeve. La Madonna, assisa in trono, madre e sedes sapientiae, tiene sulle ginocchia il Bambino, al quale porge una sfera, simbolo di potere; il Cristo, non più al centro e in perfetta frontalità come consueto nell'Umbria e nell'Abruzzo del XIII secolo, è morbidamente assiso in grembo, rivelatore di un'attenzione dello scultore per le novità iconografiche provenienti dalla vicina Toscana. Sempre da quest'ultima regione o, in alcuni casi dal sud della penisola, giungono echi di cultura gotica francese, che si riflettono nell'uso di soluzioni più lineari, rispetto al romanico fino ad allora dominante. I volti della madre e del figlio, dalle labbra sottili, i nasi affilati e gli occhi sgranati, esprimono una solennità e sacralità che attrae il fedele, rapito dall'umanità e dal senso di maternità che lo scultore è riuscito a infondere nel legno. Si tratta dunque di una poetica sintesi tra la tradizione e la novità, tra una devozione popolare e una più raffinata eleganza, che non a caso, ha reso statue, come quella in esame, oggetti di devozione plurisecolare e oggi particolarmente ricercati dai collezionisti.

Content for class "clear" Goes Here