Scheda articolo : 175318
Secolo XVII, Maddalena penitente, Olio su tela, cm 66 x 50
Epoca: Seicento

Scuola Emiliana, Secolo XVII

Maddalena penitente

Olio su tela, cm 66 x 50

 

La tela con la Maddalena penitente entro una grotta qui analizzata, è stata eseguita da un artista emiliano seicentesco a contatto con le opere dipinte da Guido Reni (Calvenzano, 1575-1642). Il presente dipinto si basa infatti sulla famosa composizione di Reni, ora nella Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma. L'opera, che segue il tipico esempio del tardo classicismo reniano nella calibrata composizione e nella raffinatissima gamma cromatica rischiarata da una luce fredda e argentea, si differenzia per alcuni aspetti, quali la resa del paesaggio, la caduta dei capelli della santa e la mancanza degli angeli. Qui i capelli sciolti, lunghi e fluenti, caratterizzano la bellezza giovanile della santa, mentre, lo sguardo intenso e addolorato rivolto verso l'alto, risulta quasi partecipe del medesimo dolore del Salvatore. I lunghi capelli sciolti sono un attributo di Maria Maddalena; alludono all'episodio evangelico durante il quale, la nota peccatrice si presentò da Gesù, ospite in casa di Simone, per chiedere perdono dei propri peccati, bagnandogli i piedi con le lacrime e asciugandoli con i propri capelli e profumandoli con un unguento prezioso. Secondo la leggenda Maria Maddalena visse gli ultimi anni della sua esistenza in eremitaggio. Il teschio su cui la santa posa la mano destra è un attributo tipico dell'eremita, usato come fonte di meditazione sulla morte. Davanti alla santa si trova un croce di legno dinnanzi alla quale la penitente medita sugli errori commessi. Le gambe della santa sono coperte da un ricco panneggio cangiante nei punti dove viene colpito dalla luce. Alle spalle della santa, incorniciato dal perimetro dell'uscita dalla grotta, si intravede un paesaggio sormontato da un cielo azzurro solcato da nuvole. Il soggetto iconografico della Maddalena si diffuse rapidamente in epoca controriformistica in polemica con la dottrina protestante che negava la validità del sacramento della penitenza.

 

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