Scheda articolo : 174801
XIX secolo, Chiostro con frati, Dipinto olio su tela, cm 42 x 33
Epoca: Prima metà dell'Ottocento

XIX secolo

Chiostro con frati

Olio su tela, cm 42 x 33 - con cornice cm 51 x 43

Firmato in basso a destra “G. Maison F.G.”

 

Ricorrente nell'arte della fine del Settecento e della prima metà dell'Ottocento era la rappresentazione di ambienti neomedievali e monastici d'invenzione, dal sapore scenografico e con abbondanti variazioni grafiche su particolari, ogni qual volta questi si rivelassero funzionali alla riuscita del lavoro pittorico.

Nel dipinto in esame, databile alla prima metà del XIX secolo, le volte a sesto acuto occupano un'ampia porzione della scena, diventando anche il pretesto formale per mettere in scena un gioco contrastante di luci ed ombre. L’artista dispone tutti gli elementi all’interno di una salda impostazione prospettica: la coronatura più scura del lato sinistro del dipinto risulta un abile espediente per conferire maggior risalto alla scena centrale. L'impianto scenico è caratterizzato dalla presenza di figure che animano la scena popolandone il piano intermedio, al centro del quale spicca una sepolcro aperto, secondo l'uso dell'epoca di seppellire gli abati sotto le ampie lastre di pietra che pavimentavano il chiostro dei monasteri. Due monaci sostano nelle vicinanze interloquendo fra di loro, mentre un terzo siede assorto nella lettura di un breviario. La statua posta sulla mensola raffigura San Giacomo Maggiore, riconoscibile dall'attributo della borraccia ricavata da una zucca appesa al suo bastone. Antistante, si apre il giardino, presumibilmente adibito a spazio cimiteriale, considerando le croci e le lapidi che emergono dalla vegetazione. Un piacevole contrasto è creato dall'azzurro del cielo, dove una nuvola sulla cui parte superiore sono riflessi i raggi solari è dipinta con un realismo tale da sostenere l'effetto prospettico dell'opera. Oltre il muro di cinta del monastero, si apre un panorama con cipressi e montagne.

Contribuisce a restituire la suggestione dell’ambiente la raffinata resa luministica del dipinto, tutta giocata sull’intenso contrasto tra le ampie zone in ombra e quelle colpite dalla luce che filtra dalle arcate laterali. Il dipinto è caratterizzato da note coloristiche dominate dalle tonalità calde delle terre e dei bruni. Ne emerge un’atmosfera intima e sacrale, in grado di far percepire il silenzio che domina il luogo.

È presente una firma in basso a destra sul dipinto, “G. Maison FG.”

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