Scheda articolo : 173958
Dipinto raffigurante veduta architettonica, Olio su tela, cm 78 x 107
Autore : Attr. a Stefano Orlandi (1681 - 1760)
Epoca: Settecento

Attr. a Stefano Orlandi (Bologna, 1681 - 1760)

Veduta architettonica

Olio su tela, cm 78 x 107; con cornice cm 86 x 115

 

L'analisi stilistica dell'elegante veduta in esame consente di attribuirla alla mano di Stefano Orlandi (1681 - 1760) pittore bolognese nato nel 1681. Dal padre, plastificatore, fu iniziato all'arte dello stucco, prima di dedicarsi da solo allo studio della pittura e del disegno. Attorno al 1712 entrò alla scuola di Pompeo Aldrovandini (1677 – 1735) che seguì anche a Roma. L'influenza dell'Aldrovandini, abile prospettico e quadraturista, sarà determinante per lo sviluppo della sua pittura. A Roma con il maestro prese parte ai lavori presso la chiesa sei Ss. Giovanni e Petronio, detta dei bolognesi, e lo affiancò nell'attività scenografica per il teatro Capranica, dove lavorava anche lo Juvarra (1678 – 1736). A seguito dell'esperienza maturata nel soggiorno romano l'Orlandi iniziò a dedicarsi, con successo, alla pratica di cavalletto, realizzando raffinate vedute, dal gusto prospettico e scenografico, capaci di catturare l'osservatore, il cui occhio sembra perdersi fra palazzi, colonne e rovine. La ricerca dell'Orlandi e la resa della sua quinta prospettica si innestano sulla scenografia emiliana, di ascendenza bolognese, influenzata anche dalle fantasie classicheggianti degli esponenti della famiglia dei Galli da Bibiena, unendo il gusto per le antichità, tipicamente romano. La ricerca spaziale e architettonica caratterizza questa raffinata tela, i cui giochi di arcate e colonne, accentuano una percezione illusionistica da parte dell'osservatore che sembra perdersi nelle numerose articolazioni dimensionali. Alcune erbe, la pavimentazione smossa, la balaustra spezzata, accentuano il fascino di questa tela, collegandola al mondo delle rovine antiche e a quel delicato sentimento senza tempo di dolce nostalgia. Le rovine dal sapore antico si uniscono alla facciata, in lontananza, di un palazzo coevo; altro elemento ricorrente in molte sue opere è la presenza dell'obelisco, il cui fascino unisce il mondo occidentale a quello orientale. Un interessante e pertinente confronto stilistico può essere individuato con quattro tele esposte presso la Pinacoteca Comunale di Faenza. L'attribuzione è stata proposta dal Corsara, che individua in questi quattro esempi un'applicazione della veduta per angolo, diffusa in particolare da Ferdinando Bibiena(1657 - 1743), al quale l'Orlandi successe nel 1742 nella direzione dell'Accademia Clementina.

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