Scheda articolo : 171254
Attr. a Flaminio Torri; Ecce Homo, Olio su tela, cm 48 x 37
Epoca: Seicento

Attr. a Flaminio Torri (Bologna, 1621 – Modena, 1661)

Ecce Homo

Olio su tela, cm 48 x 37; con cornice cm 65 x 55

 

 

Le caratteristiche stilistiche di questa affascinante ed espressiva tela consentono di individuare la mano del pittore emiliano Flaminio Torri (1621 – 1661).

La sua attività, iniziata nell’ambito del celeberrimo Guido Reni (1575 - 1642), di cui fu allievo, fu di breve durata, a causa della morte sopraggiunta all’età di quarant’anni. Ciononostante essa costituisce una decisiva parabola di congiunzione tra il “renismo naturalizzato” di Simone Cantarini detto il Pesarese (altro allievo di Guido) e le aspirazioni a una più libera concezione della trama pittorica.

Il Torri esordì a Bologna con una serie di interessanti pale d’altare, come l’Adorazione dei magi e la Deposizione (rispettivamente già in San Giuseppe e San Giorgio, ora entrambe presso la Soprintendenza).In seguito fu attivo per la corte degli Estensi di Modena, per i quali realizzò una serie di composizioni a mezze figure di notevole qualità (tra cui la Maddalena del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la Giuditta della Bob Jones University di Greenville). Dal punto di vista iconografico, il dipinto è confrontabile con alcuni esemplari realizzati dal Reni, maestro del Torri, o dal Guercino (1591 – 1666) che si innestano sulla grande tradizione emiliana. A differenza di quelli reniani, nel dipinto del Torri si creano forti contrasti di luci e ombra, le anatomie si accendono all'improvviso per ritornare nel buio, conferendo all'opera una forza espressiva rara. Come comparazione stilistica si possono citare una Figura di Profeta e una Madonna, conservati presso la Galleria Estense di Modena o una Maddalena Penitente, in collezione privata.

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