Scheda articolo : 170902
XIX secolo, Apollo e Dafne, Olio su tela, cm 106 x 103
Epoca: Ottocento

Pittore neoclassico di scuola Romana, XIX secolo

Apollo e Dafne

Olio su tela, cm 106 x 103

 

La raffinata ed elegante tela in esame, raffigurante il celebre episodio di Apollo e Dafne, individua la mano di un artista di gusto neoclassico attivo nel XIX secolo.

Un pittore, molto elegante e delicato, nella pennellata e nel tocco, che si richiama alla grande pittura classicista, in particolare alla pittura romana e, come i grandi pittori neoclassici, all'antico e alla scultura antica.

In particolare si può rintracciare un'influenza nell'opera di Raphael Mengs (1728 – 1779) e di Pompeo Batoni(1708 - 1787). Il Mengs, di origine tedesca, sviluppò il suo gusto e la sua pittura proprio a Roma dove studiò l'antico e Raffaello, oltre ai grandi emiliani che lì erano stati attivi, come Guido Reni (1575 - 1642) o Carlo Maratta (1625 – 1713). La sua pittura diede vita ad opere di grande fascino, dal sapore antico, caratterizzate, come la tela in esame, da un gusto neoclassico, di nobile semplicità, dalle cromie chiare e brillanti.

Il Batoni, originario di Lucca, si trasferì anche lui a Roma, dove ebbe modo di studiare in particolare le opere di Raffaello e Annibale Carracci. Stimato e apprezzato ritrattista, si dimostrò artista composto, già tendente al neoclassicismo e per questo si trovò in un rapporto di rivalità con il Mengs.

Dafne, che in lingua greca significa "lauro", indicante l'alloro è un personaggio mitologico greco. Si tratta di una delle Naiadi, un tipo di Ninfa femminile associata prevalentemente ai corsi d'acqua dolce nella loro generalità, quindi a fontane, pozzi, sorgenti e ruscelli.

Ci sono diverse versioni del mito che la riguarda, ma la vicenda nelle sue basi narra che a causa della sua estrema bellezza attirò l'attenzione e l'ardore amoroso di Apollo. Dopo essere stato rifiutato Apollo la inseguì ma poco prima di raggiungerla la fanciulla supplicò i genitori, il dio fluviale Ladone e la madre, la naiade Creusa di salvarla. Gli Dèi ascoltarono la preghiera, trasformandola in una pianta di alloro. Da allora fu l'albero preferito di Apollo, che ne porta i rami come una corona.

Il pittore realizza una tela di grande fascino, di raffinato gusto classicista, ferma in un tempo che appare sempre presente. Sceglie il momento in cui Dafne si sta trasformando in pianta e guarda spaventata Apollo. Si tratta dell'istante più amato e ripresi dagli artisti di ogni epoca, in pittura, quanto in scultura. Si pensi alla celeberrima rappresentazione di Gianlorenzo Bernini (1598 - 1680), conservato presso Villa Borghese a Roma. Le cromie chiare e accese, la brillante luminosità delle tinte conferiscono grande vivacità e forza espressiva alla tela, che reca in sé tutto il fascino e il mistero del mondo antico.

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