Scheda articolo : 170670
Secolo XIX. Raffaello, Alabastro, cm 52
Epoca: Ottocento

Secolo XIX. Raffaello, Alabastro, cm 52

La scultura a tuttotondo qui analizzata ritrae in un'intensa visione idealizzata dell'artista, il giovane Raffaello seduto su un piccolo sostegno decorato da volute, intento ad osservare alla sua sinistra un soggetto da rappresentare sul taccuino appoggiato alle gambe.

Nel corso della seconda metà del XIX secolo, con la formazione e il consolidamento di un nuovo e più ampio pubblico, si diffuse una scultura di carattere privato, di consumo domestico, ovvero destinata a decorare i salotti delle case borghesi. Riscossero molto successo le rappresentazioni di figure in costume, derivate dalla scultura e dalla pittura del Rinascimento, in linea con il revival storico in corso in quegli anni all'interno sia della pittura che dell'architettura. Tale produzione tende in generale a soddisfare le inclinazioni della moda e di un gusto attento all'aneddoto, all'esotico e al sentimentale. Non per questo comunque si tratta di scultura minore, né sul piano squisitamente tecnico formale, né su quello della qualità degli autori: per il mercato privato lavorano infatti tutti gli artisti, sia i meno celebrati sia i grandi maestri. Mentre la scultura pubblica monumentale lascia poco spazio alla sperimentazione, quella destinata ad un mercato privato, che non deve passare necessariamente attraverso il giudizio di una giuria accademica, offre agli artisti la possibilità di ricercare con maggiore liberà nuove soluzioni formali e compositive. La scultura di dimensioni ridotte, inoltre, risulta più facilmente commerciabile. Durante il XIX secolo, Raffaello fu un soggetto spesso rappresentato dagli artisti romantici, attratti sia dalla sua produzione artistica, che dalla sua esistenza umana, soprattutto in relazione alla sua storia d'amore con la Fornarina. La fisionomia di Raffaello è conosciuta grazie al suo autoritratto databile al 1506, oggi conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Un altro autoritratto è quello visibile nella Scuola di Atene in Vaticano.

La figura di Raffaello è qui colta nelle fattezze di un giovanissimo artista, i capelli sono lunghi, come nelle effigi conosciute, e il volto è un ovale, giovane e fresco, caratterizzato da un'espressione concentrata. L'artista è rappresentato mentre, girato di lato, ruota il viso verso un punto indefinito. L'originale torsione del busto, la posizione incrociata delle gambe e la mano alzata conferiscono un andamento mosso all'opera. Il suo abbigliamento aderisce agli esempi presenti in numerosi ritratti e alla moda dell'epoca. La composizione è ricca di particolari apprezzabili osservando la scultura a trecentosessanta gradi, come ad esempio il piccolo contenitore attaccato alla cintura, il copricapo o l'elegante sostegno. Il morbido modellato si declina in leggere pieghe della veste che elaborano soffusi giochi chiaroscurali sul corpo dell'artista.

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