Scheda articolo : 170405
XVII secolo, Giulio Cesare, Olio su tela, cm 104 x 85
Epoca: Seicento

XVII secolo

Giulio Cesare

Olio su tela, cm 104 x 85; con cornice cm 128 x 106

 

Il modello di riferimento per l'opera in esame va ricercato nel ciclo, i dodici Cesari, dipinti da Tiziano negli anni 1537-1538 per il Duca di Mantova Federico II Gonzaga, per una sala del palazzo ducale, e completati nel 1562 con il Domiziano di Bernardino Campi (1520 – 1591).

I dipinti subirono una sorte infausta: dopo essere stati venduti a Carlo I d'Inghilterra nel 1627-28 passarono in seguito in Spagna dove andarono distrutti nell'incendio dell'Alcazar avvenuto nel 1734.

Una serie di sei, incisa da Aegidius Sadeler (Anversa, 1570-Praga, 1629, riveste grande importanza sotto il profilo iconografico, anche per numerose copie da esse derivate,.

Cesare è ritratto a mezza figura, con viso leggermente rivolto a sinistra; reca nella mano destra il bastone del comando; sul capo è una corona d'alloro.

Un altro interessante confronto può essere individuato con una copia dallo stesso Aegidius Sadeler, conservata a Ravenna, presso la biblioteca Classense; mentre, testimonia il successo e il fascino dell'opera, anche per la perdita del primo modello tizianesco, la presenza di una derivazione a Lecco presso villa Manzoni di cinque tele raffiguranti imperatori, derivate dallo stesso modello. Le tele, già esposte nel Museo Storico, sono state trasportate alla Villa Manzoni in seguito alla tradizione popolare che le identifica con quelle raffiguranti i "Dodici Cesari", che si trovavano nello studio del dottor Azzeccagarbugli dei Promessi Sposi.

La scritta consente di individuare l'imperatore Giulio Cesare, figura che sancisce il legame tra la nuova epoca rinascimentale e la classicità e i suoi fasti, nonché per celebrare il valore e la saggezza dei governanti, che si percepiscono, nelle loro signorie, come valorosi nuovi imperatori.

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