Scheda articolo : 170182
Maestro delle montagne azzurre ( XVIII sec.) Coppia di paesaggi fluviali con figure e architetture (2) Olio su tela, cm 57 x 41
Epoca: VIII sec. D.C

Maestro delle montagne azzurre (Attivo a Venezia nel XVIII secolo)
Coppia di paesaggi fluviali con figure e architetture
(2) Olio su tela, cm 57 x 41; con cornice cm 49 x 62

In entrambi i dipinti qui descritti, raffiguranti paesaggi fluviali animati da figure, gli alberi in primo piano, come un'elegante cornice pittorica fungono da introduzione prospettica al paesaggio retrostante. In un piccolo pianoro alcune figure contemplano il paesaggio e conferiscono alle scene un tono realistico evitando così un'astratta sospensione temporale. La resa delle montagne, leggermente velate e azzurre conferiscono ai dipinti un'atmosfera sospesa, ma completamente aderente al vero. Le figure, dai vivaci costumi settecenteschi, animano le rappresentazioni in senso arcadico, alludendo ad un contesto bucolico nel quale la dimensione temporale scivola lentamente, così come le placide superfici degli specchi d'acqua. Tale modo di dipingere i paesaggi, sicuramente di scuola veneta settecentesca, permette di accostare i due luminosi dipinti alla mano del così detto Maestro delle Montagne azzurre, così denominato dal suo modo caratteristico di dipingere i profili montuosi nei toni delicati degli azzurri sfumati nei bianchi. Imitatore e seguace del Marieschi (1710 - 1743), il Maestro delle Montagne Azzurre è l'anonimo pittore paesista di cui si trovano quattro paesaggi a Cà Rezzonico a Venezia, con l'attribuzione a seguace di Marco Ricci (1676 - 1730). Tali paesaggi sul fare del Marieschi, si distinguono soprattutto per i toni azzurri dei monti lontani e per i bruni delle piante, della terra e dei primi piani. Accostando i dipinti qui analizzati ai quattro conservati nella pinacoteca veneziana si riscontra la medesima impaginazione scenografica, a quinte successive, e lo stesso uso del colore ricco, luminoso, quasi abbagliato negli sfondi. Altri elementi comuni si riscontrano nella presenza di figure, che animano piacevolmente i paesaggi e dalla presenza di piccoli edifici che costellano le pendici e le rive dei dipinti analizzati.

Egidio Martini, La pittura del Settecento Veneto, Istituto per l'Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, Udine, 1982, p. 536.

 

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