Scheda articolo : 170153
Attr. a Girolamo Muziano (Brescia – Roma 1592) Maddalena Penitente, Olio su tela applicata su tavola, cm 24 x 18
Epoca: Cinquecento

Attr. a Girolamo Muziano (Brescia, 1532 – Roma, 27 aprile 1592)

Maddalena Penitente

Olio su tela applicata su tavola, cm 24 x 18; con cornice cm 48 x 40

 

L'opera in esame presenta tratti caratteristici tali da essere attribuita a Girolamo Muziano (1532 - 1592), pittore nato nel 1532 a Brescia, città dove da subito conobbe l'opera del Savoldo (1480 ca – post 1548) e del Romanino (1484 - 1566) da cui egli mutuò suggestioni stilistiche e tematiche. Successivamente fu a Padova e a Venezia dove ebbe modo di apprezzare il lavoro di Lambert Sustris (1515 ca. - 1584) e Domenico Campagnola (1500 ca - 1564), reduci dalla bottega di Tiziano (1488/90 - 1576): sugli insegnamenti di costoro, Muziano, affinò la sua inclinazione alla pittura naturalista e al disegno di paesaggio, ricco di influssi nordici e lagunari, tratti costanti del suo percorso artistico. Attorno alla metà del secolo si trasferì definitivamente a Roma dove, in pochi anni, divenne artista di grande successo, dalle commissioni di primaria importanza, molto ricercato anche per la sua interpretazione, sempre attenta ai dettami della controriforma. Un esempio delle sue commissioni romane, interessante paragone stilistico, può essere rappresentato da due ardesie raffiguranti la Guarigione del paralitico e la Guarigione del cieco realizzate per la Cappella Ruiz della Chiesa di Santa Caterina dei Funari a Roma. Fu attivo anche ad Orvieto dove il Vescovo Girolamo Simoncelli lo chiamò per il cantiere del Duomo. In quest'opera rappresenta un soggetto particolarmente diffuso nell'età della Controriforma: il soggetto iconografico della Maddalena si diffuse infatti rapidamente in epoca controriformistica in polemica con la dottrina protestante che negava la validità del sacramento della penitenza. I capelli sciolti, lunghi e fluenti, caratterizzano la bellezza giovanile della santa, mentre, lo sguardo intenso e addolorato rivolto verso l'alto, risulta quasi partecipe del medesimo dolore del Salvatore. I lunghi capelli sciolti sono un attributo di Maria Maddalena; alludono all'episodio evangelico durante il quale, la peccatrice si presentò da Gesù, ospite in casa di Simone, per chiedere perdono dei propri peccati, bagnandogli i piedi con le lacrime e asciugandoli con i propri capelli e profumandoli con un unguento prezioso. Secondo la Leggenda Aurea Maria Maddalena visse gli ultimi anni della sua esistenza in eremitaggio. Il teschio è un attributo tipico dell'eremita, usato come fonte di meditazione sulla morte. Davanti alla santa si trova una croce di legno dinnanzi alla quale la penitente medita sugli errori passati. Un confronto stilistico, oltre alle opere sopra citate, può essere riscontrato con un Sant'Onofrio in preghiera in un paesaggio, in collezione privata o un Cristo insegna la sua dottrina ai discepoli del Battista al Museo antico tesoro della Santa Casa a Loreto.

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