Scheda articolo : 169740
Nicola BERTUZZI, detto l'Anconetano (1710 – 1777), Scena storica, Olio su tela ovale, cm 24 x 34
Epoca: Settecento

Nicola Bertuzzi detto l'Anconetano (Ancona, 1710 – Bologna, 1777)

Scena storica

Olio su tela ovale, cm 24 x 34; con cornice cm 36 x 46

 

La tela in esame individua la mano di Nicola Bertuzzi detto l'Anconetano. Ancora giovanissimo dalla città natale si recò a Bologna, dove fu allievo di Vittorio Maria Bigari (1692 – 1776), da cui derivò il gusto per una pittura briosa, dal tocco rapido e vivace. Nel 1735 vinse il primo premio al concorso di pittura dell'Accademia Clementina, della quale fu in seguito membro e più volte direttore. A Bologna, si distinse come uno dei più acuti e fertili interpreti della vivace stagione del barocchetto locale. In questa tela ovale, raffigurante una scena storica, si evidenziano i caratteri tipici della pittura del Bertuzzi. La stesura disinvolta è d’altronde tratto distintivo della sua maniera, caratterizzata dalla dimensione della tela da cavalletto o, meglio ancora, del “bozzetto”, una specialità che lo vide in competizione con i più celebri pittori veneti del tempo. Tipici del suo gusto, libero e vibrante, sono il segno spigliato, la tavolozza luminosa e le strutture narrative spiccatamente teatrali che rinviano ai suoi interessi per la coeva pittura veneziana, da Sebastiano Ricci (1659 - 1734), a Giovan Battista Tiepolo (1696 – 1770) a Gaspare Diziani (1689 - 1767), studiata dal vero durante un soggiorno in laguna. La sua pennellata, così fresca e sicura, caratterizzata dai toni di una calda pittoricità che ha portato talvolta la sua produzione ad essere confusa con quella di artisti come Giuseppe Nogari (1699 – 1763). Queste gioiose suggestioni vennero da lui declinate attraverso raffinate riprese neomanieristiche derivate dal suo maestro Vittorio Maria Bigari e da Francesco Monti (1683ca – 1768). Presso la Pinacoteca G. Stuard di Parma si conserva un suo Ratto di Proserpina mentre al Civico Museo d'Arte di Modena è esposta una sua tela raffigurante un'Immacolata.

L'opera è accompagnata dalla perizia del Prof. Egidio Martini.

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