Scheda articolo : 169440
XIX secolo, Busto di Nicola Fabrizi
Epoca: Ottocento

XIX secolo

Busto di Nicola Fabrizi

Bronzo con base in marmo, h. cm 58; h. con base cm 78

Iscrizione R. Elmi fuse Roma

 

Il busto in esame raffigura il patriota e uomo politico Nicola Fabrizi (Modena 1804 - Roma 1885). Arrestato il 3 febbraio 1831 con i fratelli Luigi (1812-1865) e Paolo (1805-1859) per la sua partecipazione alla congiura di Ciro Menotti, fu liberato due giorni dopo, mentre la rivoluzione trionfava a Modena, diventando capitano della guardia nazionale. Fallita la rivoluzione, riparò in Francia, aggregandosi alla Giovine Italia. Nel 1848 tentò di opporsi alla fusione degli Stati Estensi col Piemonte e nel 1849 prese parte alla difesa di Roma. Ritornato a Malta, riprese la sua vita di cospiratore fino al 1860 (contribuì alla preparazione della spedizione di C. Pisacane). Arrestato di nuovo nel 1862 per aver aiutato Garibaldi, si batté nelle campagne garibaldine del 1866 e 1867. Fu deputato dell'VIII legislatura, dal 1861 al 1865.

Un monumento del Fabrizi si trova a Modena, presso il giardino estense, realizzato dallo scultore Giovanni Battista Francesco Fasce nel 1898.

Un busto in marmo del Fabrizi troneggia sul Gianicolo, insieme ai busti degli altri patrioti. Sul colle del Gianicolo a Roma sono state collocate, a più riprese, numerosi busti raffiguranti patrioti italiani e stranieri che durante il Risorgimento hanno contribuito all'unificazione.

Nel giugno del 1851 papa Pio IX ordinò di disporre i cinquantadue busti nei giardini del Pincio, escludendo alcuni non graditi perché atei. Nel 1860 gli scultori Achille Stocchi e Tito Sarrocchi sono incaricati di modellare i busti non graditi, e di crearne di nuovi. Un primo posizionamento delle statue avvenne tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento; il Monumento equestre dedicato a Giuseppe Garibaldi al Gianicolo risale al 1896. Tutti i busti presenti sono stati restaurati nel 2010-11, in coincidenza col 150° dell'Unità d'Italia.

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