Scheda articolo : 169289
Attr. a Antonio Carracci (1589 – 1618), Sacra Famiglia con S. Giovannino, Olio su rame
Epoca: Seicento

Attr. a Antonio Carracci (Venezia, 1589 – Roma, 1618)

Sacra Famiglia con S. Giovannino

Olio su rame, cm 31 x 25; con cornice cm 40 x 33

 

L'impostazione stilistica e formale, unite alla dolcezza compositiva, consentono di attribuire il rame in esame ad Antonio Carracci (1589 - 1618). Figlio naturale di Agostino (1557 - 1602) e di una veneziana di nome Isabella, nacque a Venezia nel 1589. Dopo avere studiato con il padre, alla morte di questo, avvenuta nel 1602, andò a Roma ed entrò nella bottega dello zio Annibale (1560 – 1609). In seguito alla morte dello zio rientrò a Bologna per aggregarsi alla bottega di Ludovico (1555 - 1619), il cugino, ma nel 1610 è di nuovo a Roma, aiuto di Guido Reni (1575 - 1642), per la decorazione della cappella Paolina al Quirinale. Nel 1614, giovanissimo compare già come membro dell'Accademia di San Luca. A seguito di una malattia morì, ancora giovane, nel 1618. I Carracci rappresentano una delle più importanti famiglie di pittori del XVII secolo; Annibale istituì nel 1582, insieme a Ludovico ed Agostino, l’Accademia dei Desiderosi che cambiò nome nel 1590 per chiamarsi Accademia degli Incamminati. Questa istituzione rimase per molto tempo il punto di riferimento classico dell’arte seicentesca

Antonio riprende in quest'opera un modello dello zio, la cosiddetta Madonna Montalto, conservata alla National Gallery di Londra. Quest'opera, conosciuta da alcune copie a e varianti, già citata dal Bellori, per la sua bellezza, nelle Vite de' pittori, scultori e architecti moderni del 1672, è apparsa sul mercato antiquario nel 2003 e, identificata come la versione autografa realizzata a Roma nel 1597, è stata acquistata dalla National Gallery di Londra. Il Bellori vide l'opera presso monsignor Lorenzo Salviati e racconta come prima di arrivare in quella collezione si trovasse nel palazzo del cardinale Alessandro Peretti Montalto.

Si tratta di un'opera dall'esecuzione raffinata, i cui delicati passaggi chiaroscurali sottolineano la qualità del pittore. Il caldo paesaggio, dai toni sfumati è elemento utile a individuare la fase romana come realizzazione dell'opera.

Il rame, nella composizione, è caratterizzato da una profonda dolcezza e dalla ricerca di un significato intimo e profondo. Bellissima la figura del San Giuseppe che si toglie gli occhiali e posa il libro, mantenendo il segno della pagina con un dito. Di grande fascino e significato risulta la mela che, tradizionalmente legata alla caduta dell'uomo, in mano al Bambino diventa invece simbolo della sua missione di Redenzione.

Fra le opere musealizzate di Antonio Carracci, interessante come confronto stilistico, si può citare una Madonna in trono con san Giovannino, Santa Maria Maddalena e santa Marta, presso la Gemaldegalerie di Berlino.

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