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Attilio Prendoni (1844 - 1942), FANFULLA DA LODI, Bronzo
Epoca: Novecento

Attilio Prendoni (Milano, 1844 - 1942)

FANFULLA DA LODI

Bronzo, alt. cm 61

 

La scultura esaminata, raffigurante il condottiero Fanfulla da Lodi, è firmata sulla base da Attilio Prendoni (1874-1942), scultore milanese, formatosi all'Accademia di Brera a Milano, allievo e collaboratore di Ernesto Bazzaro (1859-1937). Autore di monumenti celebrativi e funerari, partecipò nel 1904 all'Esposizione Italiana “Italian Exhibition Earl's Court” a Londra, organizzata dalla Italian Chamber of Commerce, esponendo la scultura Drips. E' presente all'Esposizione Nazionale d'Arte a Brera nel 1915, con la scultura in gesso La fonte e il bronzo Settecento, nel 1916, con il gruppo in gesso Al sole, e nel 1922, esponendovi la scultura in bronzo Salomè. A Milano nel 1894 e nel 1906 espone Artigli e a Fiume nel 1927 La carica e Fanfulla da Lodi. Nella Galleria d'Arte Moderna a Milano è conservata la statua in marmo Artigli e Il pittore Ludovico Cavalieri in costume settecentesco.

Nella scultura esaminata troviamo la eco delle opere di Bazzaro e l'influenza scapigliata della Milano del secondo Ottocento. Fanfulla da Lodi (1477-1525) è qui ritratto a figura intera, con le mani ai fianchi ed il volto in obliquo. Uomo d'arme e condottiero è noto con il soprannome e nome di battaglia. Si chiamava forse Bartolomeo Giovenale o Giovanni Bartolomeo Fanfulla: lodigiano, o ferrarese, o parmense, di lui si sa pochissimo. La fama di Fanfulla si deve principalmente al ritratto colorito di eroico soldato di ventura che ne fece Massimo d'Azeglio nel romanzo Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta del 1883 e Niccolò de' Lapi, 1841: nel primo Fanfulla è un soldato rissoso e buontempone; nell'altro, trascorso molto tempo, è diventato frate, ma frate pronto a impugnare la spada in difesa della patria. Assieme a Ettore Fieramosca fu protagonista della famosa disfida di Barletta, che il 13 febbraio 1503 vide tredici guerrieri italiani confrontarsi con altrettanti francesi nell'ambito del conflitto tra Spagna e Francia per il possesso del Regno di Napoli. Secondo alcuni storici Fanfulla ebbe un ruolo decisivo nello scontro. Il Loffredo sosteneva che i francesi ebbero difficoltà per lo "strazio che de' loro cavalli vedean fatto dal Capoccio, dal Bracalone, dal Fanfulla" mentre il Giovio scriveva "Pareva nondimeno pareggiata la battaglia, ma con animo grande il Bracalone e dopo di lui il Fanfulla, cadendo loro i cavalli, rimasi a piedi, subito dato di mano agli spiedi, e valorosamente forando gli uomini e i cavalli, fecero inclinare la vittoria". Al termine dello scontro, viene armato cavaliere dal potestà spagnolo Consalvo di Cordoba.

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