Scheda articolo : 168461
Secolo XIX, Perseo con la testa della Medusa
Epoca: Ottocento

Secolo XIX

Perseo con la testa della Medusa

Bronzo, cm 42

La scultura qui analizzata riproduce la famosa statua raffigurante Perseo con la testa di Medusa, realizzata da Benvenuto Cellini (1500-1571) e considerata un capolavoro della scultura manierista italiana. L'opera, eseguita da Cellini tra il 1545 e il 1554, su commissione di Cosimo I dopo il suo insediamento come Duca della città, è una delle statue più famose di Piazza della Signoria a Firenze. La celebre opera di Cellini fu riprodotta come simbolo da conservare e portare nelle proprie abitazioni dopo l'esperienza di apprendimento e arricchimento culturale maturata durante il Grand Tour, attraverso i luoghi simbolo dell'antichità e durante la visita ai tesori urbani e antiquari d'Italia. Le dimensioni e la fattura dell'opera evidenziano una committenza prestigiosa per il modello ottocentesco qui descritto. Nella mitologia greca Perseo nacque dall’unione di Danae con Giove. La ragazza, segregata dal padre Acrisio, poiché un veggente aveva prefigurato la morte dell’uomo ad opera di un nipote, venne sedotta da Giove che, mutato in pioggia d'oro, fecondò la giovane. Nacque così Perseo, che insieme con la madre venne raccolto in una cassa alla deriva dal re Polidette, il quale, desiderando sposare Danae, inviò Perseo a combattere Medusa, sperando nella morte del giovane. Questi invece non solo decapitò la Gorgone, aiutato dai doni ricevuti dalle divinità, ma nel viaggio di ritorno liberò Andromeda da un orribile mostro marino. Tornato a casa eliminò Polidette, ma in un torneo uccise accidentalmente il nonno Acrisio, compiendo così la profezia dell'oracolo.

Perseo è qui rappresentato in piedi, con il capo reclinato, mentre osserva il corpo mutilo di Medusa. L'eroe è poggiato sul busto della Gorgone appena decapitata, ritratta con il corpo scomposto e abbandonato su un cuscino. Nella mano destra impugna la spada ricurva, dono di Ermes, mentre nella sinistra solleva trionfante la testa del mostro, appesa alle sue dita per i capelli e con il sangue che sgorga dal collo.

Il levigato corpo dell'eroe è curato minuziosamente nella resa anatomica in tutto il volume della scultura, in modo da non fare prevalere un punto di vista condizionato, ma una visione a tuttotondo dell'opera. In conclusione l'opera si caratterizza per un vibrante modellato, capace di declinare le incidenze chiaroscurali sulle differenti porzioni anatomiche dell'eroe e sugli infiniti particolari. La grande qualità e attenzione al dettaglio è qui evidente anche nella riproduzione delle nicchie del basamento con all'interno le raffigurazioni di Mercurio, Minerva, Diana e Giove.

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