Scheda articolo : 167734
XIX secolo, Maria Antonietta
Epoca: Ottocento

XIX secolo

Maria Antonietta

Marmo bianco di Carrara, h. cm 68; su colonna in marmo verde, h. cm 77

L'elegante scultura in esame rappresenta la regina Maria Antonietta (1755 - 1793), figura di grande fascino, capace da oltre due secoli di mantenere intatte tutte le emozioni, anche controverse, che sa suscitare; in particolare, per la sua storia e il suo destino che l'ha vista costretta ad abbandonare la terra natale per diventare regina di un paese straniero e affrontare la rivoluzione francese.

Nata a Vienna, nel 1755, figlia di Teresa d'Austria e di Francesco Stefano di Lorena, imperatore del Sacro Romano Impero, ricevette un'educazione relativamente libera dall'etichetta, principalmente a stampo religioso e morale, tanto che a dodici anni, meglio del tedesco e del francese, conosceva l'italiano, con cui dialogava elegante, grazie al suo maestro Pietro Metastasio. Di natura godeva di una piacevole inclinazione musicale che impiegò per danzare e imparare a suonare l'arpa.

Maria Antonietta, neanche quindicenne, fu usata come pedina politica per rafforzare la nuova alleanza con la Francia, secolare nemica dell'Austria, contro il re Federico II di Prussia, allora il più grande avversario di Maria Teresa e alleato con l'Inghilterra. Dopo lunghe trattative, si giunse al fidanzamento con Luigi Augusto, delfino di Francia, futuro re Luigi XVI; il matrimonio venne celebrato nel 1770. Maria Antonietta non era vista di buon occhio dalla maggior parte della corte francese, che era stata cresciuta nell'odio verso l'Austria. Inoltre era accusata di voler influenzare la politica del marito, ma i ministri scelti da Luigi XVI, Maurepas e Vergennes, erano decisamente anti-austriaci e ben intenzionati a non permettere intromissioni della regina e della casa d'Austria nella politica francese All'interno della sua vita privata, Maria Antonietta era insoddisfatta; il suo matrimonio non veniva consumato e non nasceva il desiderato erede al trono. La facciata di frivolezza e allegria per la quale il popolo francese l'avrebbe tanto criticata, doveva in realtà nascondere una malinconia profonda. Tuttavia nel 1778 riuscì a rimanere incinta del primo figlio.

Dopo alcuni anni non facili a seguito della rivoluzione francese, nel 1792 i sovrani furono incarcerati. Nonostante questi eventi i due regnanti rimasero sempre composti e le difficoltà rafforzarono il loro rapporto e li unirono come non mai prima. Dopo essere stato processato il re fu condannato a morte. Morì come cittadino Luigi Capeto e le sue ultime parole furono “Signori, sono innocente di tutto ciò di cui vengo incolpato. Auguro che il mio sangue possa consolidare la felicità dei francesi”. Successivamente anche la regina fu processata. Alla fine del processo sperava di essere estradata nella sua natia Austria, ma la lettura di sentenza di morte infranse ogni speranza. Si trattò tuttavia di un processo farsa visto che il verdetto era già stato deciso in precedenza e la giuria la condannò all'unanimità alla pena di morte. Maria Antonietta ascoltò la sentenza senza proferire parola. Nella cella le vennero date le cose necessarie per scrivere il proprio testamento, una lettera rivolta a Madame Elisabetta (Elisabetta di Borbone, sorella di luigi XVI), ai suoi figli e a tutti coloro che ha amato. La mattina del 16 ottobre, Maria Antonietta, alla quale era stato vietato di vestirsi di nero, indossò un abito bianco: in precedenza il bianco era il colore del lutto per le regine di Francia. Dopo la morte la figura della regina lentamente venne mitizzata e per le avversità occorse nella sua vita iniziò ad essere ricordata come una martire. Nel 1815, dopo una lunga processione sino all'abbazia di Saint-Denis, i suoi resti, ritrovati, furono lì inumati insieme a quelli del marito. La storia di Maria Antonietta affascinò anche altri regnanti. L'imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, diede il via a una moda ispirata a quella di Maria Antonietta e si adoperò per ritrovare gli oggetti personali della regina. Ludwig II di Baviera sviluppò il culto di Maria Antonietta: a Linderhof fece erigere una statua della regina e, quando ci passava davanti, le faceva la riverenza e le accarezzava le guance.Alessandra Fëdorovna, ultima zarina di Russia, teneva un ritratto di Maria Antonietta sulla sua scrivania al Palazzo d'Inverno.

Un busto come quello qui analizzato, è capace, oltre alla qualità artistica, di far rivivere in un istante, all'osservatore, secoli di storia. Rievoca la grandezza, il fasto, la nobiltà della monarchia austriaca e di quella francese e in generale delle grande aristocrazia europea del XVIII secolo. Allo stesso tempo apre il pensiero alla rivoluzione francese e agli ideali di libertà, uguaglianza e fratellanza per la quale era nata. L’armonia delle proporzioni, la morbidezza delle linee, il virtuosismo nell’esecuzione conferiscono al soggetto una notevole vitalità, non esente da una certa sensualità. Il volto, dallo sguardo fiero, lascia ammirarne la pettinatura, elegante e raffinata. Un busto di analoga impostazione, realizzato da Simon Louis Boizot (1743 – 1809) è passato in asta nel 2000 a Sotheby Londra, stimato tra gli 80.000 – 110.000 Euro, a testimonianza del profondo interesse che la figura della regina è capace di suscitare. Un altro busto di analoga impostazione è conservato a Berlino, presso il Deutsches Historisches Museum.

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