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Giovan Battista Mollo (1613 - 1661), ADORAZIONE DEI MAGI, Olio su tela
Epoca: Seicento

Giovan Battista Mollo (Milano?, 1613 - Bologna, 1661)

Adorazione dei Magi

Olio su tela, cm 62 x 83; con cornice cm 81,5 x 103

 

L'elegante tela in esame individua la mano di un pittore raro come Giovanni Battista Mollo. La rarità di questo pittore e la confusione sul suo nome accrescono il fascino della sua opera.

Le difficoltà di ricostruzione della sua opera e della sua biografia sono dovute a errate interpretazione del passato, dovute anche alla confusione circa alcuni nomi e firme. La sua opera e il suo nome sono stati infatti confusi con Pier Francesco Mola, Giovan Battista Mola (padre di Pier Francesco) e Jan Miel.

In un documento del 1645, conservato presso l'Archivio di Stato di Bologna, è citato esplicitamente il Mollo, il nostro pittore , detto Mediolanensis (forse nel caso specifico ticinese, nato attorno al 1613).

Va osservato come il Ticino in senso lato fosse considerato parte della Lombardia. Si può inoltre supporre una parentela fra la stirpe di Pier Francesco Mola e il Mollo.

Da quanto si può rintracciare dalle fonti è stato discepolo dell'Albani, che parla anche di questa parentela, di cui inizialmente imitava lo stile, anche con stampe incise di propria mano. Successivamente se ne staccò per sviluppare il proprio personale stile, raffinato ed elegante, intriso anche di reminiscenze francesi dovute al suo trasferimento e alla frequentazione della bottega del Vouet.

La tela in esame, raffigurante l'Adorazione dei Magi, trova un calzante confronto stilistico e formale con una tela conservata alla Camera dei Deputati a Roma, Paesaggio con Sacra Famiglia, Sant'Elisabetta e San Giovannino. Altro confronto interessante è un Riposo della Sacra Famiglia conservato a Rennes, presso il Museo di Belle Arti.

L'Adorazione dei Magi è uno fra i più noti e affascinanti brani del Vangelo. Nel Vangelo di Matteo e nelle tradizioni apocrife siriane, armene e arabe, riprese dalla Leggenda Aurea, sono raccolte le testimonianze dell'Epifania, episodio avvenuto dopo tredici giorni dalla nascita di Gesù. I preziosi doni offerti dai Magi al Bambino sono stati variamente interpretati: secondo l'opinione più diffusa, l'oro è inteso come un tributo alla regalità di Gesù; l'incenso è simbolo di devozione, preghiera e sacerdozio; la mirra, un'erba medicinale usata nelle pratiche di imbalsamazione, simboleggia l'umanità fisica e corporea di Gesù, destinato a morire e ad essere sepolto.

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