Scheda articolo : 167666
Bartolomeo Bettera (1639 – dopo il 1699), Natura morta con strumenti musicali, statua, libro e mela, Olio su tela
Epoca: Seicento

Bartolomeo Bettera (Bergamo, 1639 – Milano, dopo il 1699)

Natura morta con strumenti musicali, statua, libro e mela

Olio su tela, cm 29 x 39; con cornice cm 46 x 55

 

Iniziatore di questo particolare iconografia nel campo della natura morta fu Evaristo Baschenis (1617-1677), capace di donare agli strumenti musicali ritratti approcci ottico-geometrici insuperabili. Alla sua esperienza si rivolse Bartolomeo Bettera (1639 - notizie fino al 1699), distintosi in maestose nature morte dalle audaci soluzioni prospettiche e da virtuosismi illusionistici. Tale grande tradizione bergamasca, unica nel suo genere e perciò di grande rilevanza storico artistica, venne perpetuata dall’opera di Bonaventura (1663 – notizie fino al 1718) figlio di Bartolomeo. La tela analizzata individua per impostazione stilistica e formale la mano di Bartolomeo. Entrambi, padre e figlio, incentrarono le proprie opere sul tema delle nature morte con strumenti musicali, all'interno della tradizione inaugurata a Bergamo da Evaristo Baschenis (1607-1677).

La maniera dei Bettera si fa meno feconda di artificio geometrico e caravaggismo rispetto ai modi di Baschenis, optando per un segno maggiormente robusto per enfasi e tensione realistica. Al contrario dei vuoti e dei silenzi che prevalgono nelle severe opere di Baschenis, le composizioni dei Bettera risultano volutamente più confuse e libere, attraversate dal nuovo vento barocco, appreso dal padre durante il viaggio a Roma. Su di un elegante tappeto dalle pieghe morbide, in fianco ad uno stipo la cui posizione ad angolo amplia lo spazio della tela sono dipinti un liuto, un chitarrone e un violino. Nel mezzo, la statua di una figura femminile, un libro chiuso, con appoggiata una mela e un foglio di spartito musicale completano la composizione. La delicatezza della pennellata del Bettera, i lievi accostamenti cromatici consentono, anche in una dimensione piccola, di realizzare un'opera dal sapore monumentale, ampia nel respiro e nella spazialità. In fototeca Zeri è pubblicata, n. scheda 84142, una tela analoga, conservata in collezione privata. Inoltre un calzante confronto si riscontra in altre due tele, in collezione privata, sempre pubblicate in Fototeca Zeri (shcede nn. 84140, 84141). Opere del Bettera sono conservate nei più importanti musei nazionali e internazionali. Presso il Castello dei Landriani a Vidigulfo, in provincia di Pavia, si trova una Natura morta con strumenti, stipo e mela che rappresenta un interessante e calzante confronto stilistico con la tela qui analizzata, come un dipinto raffigurante Liuto, violino, viola con arco etc. presso l'Accademia Carrara di Bergamo. La presenza del teschio sul violino e la mela, amplificano il significato dell'opera legandola ad un concetto di caduta dell'uomo e vanitas, che procede parallelo al significato dell'effimero.

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