Scheda articolo : 166665
XVIII secolo, Veduta di Porta San Pancrazio a Roma, Olio su tela ovale
Epoca: Settecento

XVIII secolo, Pittore romano

Veduta di Porta San Pancrazio a Roma

Olio su tela ovale, cm 60 x 49; con cornice cm 73 x 62

 

La tela in esame individua la mano di un artista attivo a Roma nel XVIII secolo. In quest'opera ritroviamo infatti una raffigurazione della porta romana di San Pancrazio. Tale raffigurazione va messa in rapporto con un'incisione di Giuseppe Vasi (Corleone, 1710 – Roma, 1782), celebre architetto e incisore, pubblicata nel 1747 nelle Magnificenze i Roma antica e moderna.

La porta, la cui prima edificazione risale all'età repubblicana, si trova sul lato meridionale dell'Urbe, lungo le mura aureliane, nei pressi del colle del Gianicolo. Successivamente fu sistemata dall'imperatore Aureliano nel 270 d. C. in seguito all'edificazione della nuova cinta muraria. Originariamente conosciuta come porta aurelia o aureliana deve la denominazione attuale alla vicinanza della tomba di San Pancrazio, martire cristiano del IV secolo. Non si conosce quasi nulla dell'architettura originale in seguito ai lavori di sistemazione, in stile barocco, guidati da Mattia de Rossi (Roma, 1637 – 1695), architetto allievo del Bernini. La porta divenne poi celebre per i combattimenti del 1849 tra le forze militari comandate da Giuseppe Garibaldi e le truppe francesi, intervenute a protezione del papato. In quell'occasione la porta venne distrutta. Ricostruita nell'aspetto odierno dall'architetto Virginio Vespignani nel 1854 su commissione di papa Pio IX, ebbe ancora un ruolo di primo piano il 20 settembre del 1870, quando da qui entrarono le truppe del generale Bixio, contemporaneamente a quelle che passarono da Porta Pia.

Il fascino immortale di questo monumento che ha attraversato la storia e, nel futuro, senza che il pittore lo possa sapere, sarà ancora protagonista della storia, viene qui colto in un attimo reale del giorno, con vivacità espressiva e attenzione al dato reale. Una carrozza guidata da sei cavalli ha infatti appena superato la porta. Altre figure, ben definite, seppur colte nell'ombra, animano ulteriormente la scena.

Molto bella anche la definizione delle fronde degli alberi, dove le tenui variazioni cromatiche conferiscono un lieve sentimento di movimento alle foglie.

 

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