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Scuola genovese, XVII secolo Orazione nell'orto; Salita al calvario; Visitazione; Incoronazione della Vergine
Epoca: Seicento

Scuola genovese, XVII secolo

Orazione nell'orto ; Salita al calvario ; Visitazione ; Incoronazione della Vergine

(4) Olio su tela applicata su tavola, cm 35 x 42

 

La serie di quattro dipinti esaminati può essere considerata come parte di un programma iconografico partecipe di una pala da altare, in linea con la consuetudine tipicamente ligure di contornare la tela principale incastonando gli ulteriori episodi, solitamente, entro cornici marmoree. Esemplificative sono le piccole tele raffiguranti i misteri del rosario di Gioacchino Assereto recentemente presentate al Museo Diocesano di Genova e provenienti dalla parrocchiale di Sant'Ilario, ma un medesimo schema decorativo si riscontra altresì ai lati della pala di Bernardo Castello custodita nella Chiesa di San Martino.

Dal punto di vista stilistico invece, è possibile cogliere le influenze e le suggestioni desunte dall'autore da Giovanni Battista Merano, e di altri maestri formatisi con Valerio Castello come Giovanni Battista Cervetto, la cui maniera si modula adeguandosi al tenue classicismo di Casa Piola, suggerendo di conseguenza una datazione alla seconda metà del secolo. Le tele si dividono iconograficamente in due temi di devozione mariana: La visitazione e l'Incoronazione della Vergine, e due episodi della Passione: l'Orazione nell'orto e la Salita al Calvario.

Episodio collegato direttamente con l'Annunciazione e al concepimento da parte della stessa Maria, è il tema della visita della Vergine alla cugina Elisabetta, momento sempre ricco di tenerezza ed intimità. Qui le due figure sono ritratte nel momento dell'incontro, suggellato da un familiare abbraccio. Sulla soglia della casa compare un uomo: si tratta di Zaccaria, il sacerdote reso provvisoriamente muto per non aver voluto credere subito all'annuncio angelico della gravidanza di Elisabetta.

La seconda tela è dedicata all'Incoronazione della Vergine, tema che, pur basandosi su una tradizione extrabiblica, ebbe un'eccezionale rilevanza per il cattolicesimo, ribadendo il ruolo di Regina del Cielo per la Vergine Maria. La solenne cerimonia celeste è qui congiuntamente officiata dal Padre e dal Figlio, che sorreggono insieme la corona collocata sulla testa di Maria, alla presenza dello Spirito Santo, sotto forma di colomba.

Momento di tragica tensione e quasi di frattura fra le due nature di Gesù, quella umana e quella divina, è l'episodio legato alla preghiera nell'orto degli Ulivi, che presenta anche il tema della solitudine di Cristo. Gesù rivolge a Dio una preghiera poco prima della sua cattura. Lasciati addormentati i tre apostoli Pietro, Giovanni e Giacomo, e trovatosi solo, la preghiera assume un'intensità spasmodica: Gesù chiede al Padre di “allontanare il calice” della Passione, ma subito dopo accetta la volontà di Dio. A questo punto nel Vangelo di Luca, come nella tela esaminata, compare l'angelo consolatore.

Privo della folla di personaggi che solitamente accompagna il Cristo nella salita al Calvario, l'opera in esame si concentra sulla figura di Gesù che avanza faticosamente oppresso dal peso della croce, incalzato dai torturatori dai volti animaleschi. Il dettaglio della veste rossa rimanda alla sua successiva spartizione tra i soldati.

La serie di quattro dipinti si configura per essere un documento significativo della seicentesca cultura artistica genovese, dettagliati e sapientemente compiuti.

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