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Eugenio Amus (Brescia 1834-Bordeaux 1899) Veduta costiera
Epoca: Ottocento

Eugenio Amus (Brescia 1834-Bordeaux 1899)

Veduta costiera

Olio su tela, cm 51 x 116; con cornice cm 62 x 126

Firmata A. Godcahux in basso a sinistra

 

La tela in esame è firmata da Alfred Godchaux, pittore e mecenate nato nel 1835 probabilmente nella zona di Bordeaux, e scomparso nel 1895. Una più attenta analisi stilistica e formale consente però di individuare la mano del Bresciano Eugenio Amus artista che 1878 si trasferì definitivamente a Bordeaux, assunto dal pittore e mercante d'arte Alfred Godchaux. A seguito di questo incontro inizia una produzione francese nella quale spesso firma Godchaux, probabilmente per soddisfare le velleità artistiche del mecenate. A tal proposito a firma Godchaux si riscontrerà una eterogenea produzione in cui, in alcuni casi, è facilmente riscontrabile la mano di Amus, mentre, in altri casi, a stessa firma, si tratta del mecenate stesso. Ritenuto uno dei pittori più abili di marine del nostro Ottocento, Eugenio Amus nacque a Brescia nel 1834, e qui frequentò la locale Scuola di disegno come allievo di Rottini. E fu allievo dello Joli. Vinto un concorso di figura all’Accademia di Brera, fu quindi alla scuola dell’Hayez dal 1853 al 1856, ma non terminò gli studi. Pittore dallo spirito inquieto, si dedicò poi allo studio del vero, guardando anche alle opere di Giuseppe Canella e di Migliara, risalendo così al paesaggio olandese. La sua vita prese una svolta decisiva a causa degli ideali risorgimentali, che portarono Amus a combattere come volontario nel 1859 nella battaglia di San Martino, nel 1860 in Sicilia con Garibaldi, nel 1866 in Trentino e successivamente anche all’estero, sui Vosgi, nella guerra franco-prussiana. Amus iniziò ad esporre i suoi dipinti nel 1861 a Firenze con un'opera raffigurante la marcia dei garibaldini verso lo Stelvio, ma la testimonianza pittorica dell’Amus si è estesa ad altri episodi delle battaglie risorgimentali alle quali fu partecipe. Tra le tante battaglie risorgimentali delle quali fu testimone e traspose su tela vi sono la vittoriosa Battaglia di Magenta, un Accampamento di garibaldini piemontesi alle pendici delle Alpi, la Vittoria dei bersaglieri piemontesi contro gli austriaci nella battaglia di San Martino e la Battaglia tra i piemontesi e gli austriaci presso il Santuario della Madonna della Scoperta. Già alla fine degli anni Sessanta visse a Parigi, dove nel 1869 ottenne un premio alla più importante manifestazione francese di pittura, il Salon parigino. Influenzato soprattutto da Courbet, ma anche da Corot e dai pittori della scuola di Barbizon, Amus rientrò in Italia per un breve periodo ma successivamente, dopo i viaggi in tutta Europa e America, si fermò, come detto in Francia, a Bordeaux, dove morì nel 1899 dopo una vita avventurosa e recondita, il che crea una certa atmosfera di mistero attorno alla produzione del pittore e agli pseudonimi utilizzati per firmare. Nei suoi frequenti ritorni a Brescia, nella cerchia degli amici, suoi estimatori e collezionisti, Amus fu portatore quasi inconsapevole di proposte pittoriche molto avanzate per quei tempi e quell’ambiente. Realizzò oltre che marine anche numerosi paesaggi di campagna bresciana e valtellinese. Pittore oggi raro, venne celebrato nel 1994 con una retrospettiva tenutasi a Desenzano.

L'opera è da inserire nel corpus pittorico particolarmente apprezzato dall'artista e dai suoi committenti legato ai paesaggi nordici, bretoni e le vedute marine, ricorrenti nei suoi dipinti ispiratigli senz’altro dalla sua amata patria adottiva francese. Sue opere sono conservate ed esposte a Brescia presso il Civico Museo di Santa Giulia.

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