Scheda articolo : 162947
XVIII Secolo, Compianto
Epoca: Settecento

XVIII Secolo

Compianto

Cera policroma entro cornice in legno dorato, cm 51(h) x cm 65 x cm 18

Materia duttile e ben modellabile la cera è stata, per migliaia di anni, utilizzata in modi diversi: sia come materiale di appoggio per alcune tecniche artistiche (ad es. fusione a cera persa, pittura ad encausto, sia come vera e propria materia scultorea per fondere o modellare. L’importanza della cera nella storia della scultura è tuttavia innegabile. È il caso, per esempio, degli affreschi di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto. Sulla parete destra della cappella di San Brizio, nella scena che raffigura la Resurrezione della carne, sono presenti, infatti, pastiglie in cera ricoperte da foglia d’oro che decorano tutto il fondo del cielo e i lacunari che definiscono l’architettura che incornicia la scena.

La cera ha, inoltre, avuto un importante uso nella cultura cristiana quando questa materia ha assunto un diverso ed importante valore liturgico; si pensi, ad esempio, alla simbologia del Cero pasquale o dell’Agnus Dei. La ceroplastica, è stata quindi praticata sin dai tempi più antichi grazie alle peculiari caratteristiche del materiale, particolarmente adatto ai fini della scultura. Grazie a questa sua duttilità e alla possibilità di variarne la consistenza con l’aggiunta di sostanze indurenti o plastificanti, la cera può essere lavorata secondo le tradizionali tecniche scultoree: modellatura, fusione in stampi e intaglio.

La scena della disperazione intorno al corpo esanime di Gesù non viene diffusamente narrata nei Vangeli, il soggetto infatti non fa riferimento ad alcun passo evangelico, e nemmeno ai Vangeli apocrifi, ma all'esperienza umana: svincolato dalla precisa osservanza di un testo, è stato ripetutamente interpretato dagli artisti di ogni epoca, con un'intensità emozionale molto rara.

Il Compianto sul Cristo morto è un soggetto dell'arte sacra cristiana, divenuto popolare a partire dal XIV secolo e soprattutto nel Rinascimento. In esso viene rappresentato Gesù dopo la sua deposizione dalla croce, circondato da vari personaggi che ne piangono la morte.

Come nel caso in esame si tratta di una composizione di grande espressività, dal forte impatto emotivo. In particolare qui, l'uso della cera, conferisce grande forza e vigore alle pieghe, ai corpi, alla resa delle anatomie, senza mai trascurare la cura analitica nel definire dettagli quali la barba o i capelli. Di grande forza anche la definizione cromatica, caratterizzata da tinte capaci di accendere la composizione e colpire da subito l'attenzione, accentuando la forza drammatica dell'opera.

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