Scheda articolo : 160835
XVII secolo, Scena di caccia
Epoca: Settecento

XVIII secolo

Scena di caccia

Cera policroma, cm 101(h) x cm 89 x cm 24

Reca nel retro timbro ad inchiostro “Ufficio esportazione oggetti d'arte Firenze

 

La cera in esame, rara per qualità e ricchezza compositiva, raffigura una complessa scena di caccia, in una rappresentazione allegorica, con felini, elefanti, cavalli, cani, volatili, figure, alberi e capanne.

La ricchezza dell'opera consente di cogliere due diversi livelli di lettura, uno d'insieme, di grande forza e impatto ed uno di ricercatezza del dettaglio dove è possibile cogliere la duttilità di questo materiale e i singoli elementi dell'insieme. Fra questi si può citare il leone che sembra azzannare il cacciatore a cavallo, l'elefante a terra morso dal coccodrillo o il giaguaro circondato dalle squame del serpente.

Materia duttile e ben modellabile la cera è stata, per migliaia di anni, utilizzata in modi diversi: sia come materiale di appoggio per alcune tecniche artistiche (ad es. fusione a cera persa, pittura ad encausto, sia come vera e propria materia scultorea per fondere o modellare. L’importanza della cera nella storia della scultura è tuttavia innegabile. È il caso, per esempio, degli affreschi di Luca Signorelli nel Duomo di Orvieto. Sulla parete destra della cappella di San Brizio, nella scena che raffigura la Resurrezione della carne, sono presenti, infatti, pastiglie in cera ricoperte da foglia d’oro che decorano tutto il fondo del cielo e i lacunari che definiscono l’architettura che incornicia la scena.

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