Scheda articolo : 160131
XIX secolo, Venere Capitolina
Epoca: Ottocento

XIX secolo

Venere Capitolina

Marmo, alt. cm 72

 

Tra il XVIII e XIX secolo si sviluppò largamente la riproduzione più o meno fedele di opere considerate particolarmente significative all'interno della storia dell'arte, dunque spesso utilizzate come strumento didattico nelle accademie, o di opere del mondo antico, come sostituto di un originale nelle collezioni private, e come ricordo da portare nelle proprie dimore al termine di viaggi. La riproduzione di opere d'arte durante questi secoli rappresenta un importante fenomeno per la ricostruzione della storia del gusto, la diffusione e il permanere di alcune formule iconografiche e in alcuni casi anche per il recupero di tecniche cadute in disuso.

L'opera in esame trae ispirazione dalla Venere Capitolina, una copia di età romana da un originale greco del II secolo a.C., conservata a Roma, presso i musei Capitolini; l'originale greco è da riferirsi all'Afrodite Cnidia di Prassitele o da una sua variante non giunta a noi.

La dea , dalle forme morbide e rotonde, è raffigurata mentre esce dal bagno, nuda, protesa con le braccia in avanti, a coprire petto e pube. La gamba destra flessa in avanti conferisce senso di movimento e vitalità all'opera. Ben definita nei particolari anche la chioma, con nodo alto a fiocco e ciocche ricadenti sulle spalle. La Venere Capitolina è una delle scultore più celebre e affascinanti del mondo antico, nota in più versioni. Lo scultore riesce a infondere nel marmo in esame la bellezza e la sensualità della dea, ricercata nella posa e nelle forme, colta nel momento del bagno, mostrandone così le nudità, coperte con timido pudore.

Content for class "clear" Goes Here