Scheda articolo : 159617
Cesare Fracanzano (Bisceglie, 1605 – Barletta, 1651), Il pentimento di San Pietro
Epoca: Seicento

Cesare Fracanzano (Bisceglie, 1605 – Barletta, 1651)

Il pentimento di San Pietro

Olio su tela, cm 112 x 128, con cornice cm  159 x 184,5

Le forti consonanze stilistiche e formali permettono di individuare in questa tela la mano di Cesare Fracanzano. Il Fracanzano nasce a Bisceglie nel 1605, figlio di Alessandro, pittore originario di Verona, che aveva sposato la barlettana Elisabetta Milazzo. I primi rudimenti di pittura li riceve dal padre, seguendolo, insieme al fratello Francesco (1612 – 1656), pittore anche lui, nei suoi spostamenti. Fondamentale per la sua formazione e maturazione pittorica sarà la scelta di trasferirsi a Napoli, attorno al 1616, ed entrare nella bottega di Jusepe de Ribera (1596 – 1652). Citato dal De Domenici nelle sue “Vite dei Pittori, Scultori ed Architetti Napolitani”, il Fracanzano trova a Napoli un ambiente in grande fermento, dove sono operosi alcuni dei più importanti artisti del secolo e dove i molteplici indirizzi pittorici del tempo, si incontrano e si scontrano allo stesso tempo. Naturalismo e caravaggismo si muovono insieme a istanze classiciste creando talvolta soluzioni che sembrano procedere parallele. Rientrato a Barletta, città dove si sposerà e dove realizzerà moltissime commissioni, continuerà comunque a spostarsi per lavoro. In particolare sarà sempre ricercato a Napoli, città dove si conservano molti suoi lavori, citati in numerosi documenti d'archivio, dove si sottolinea anche l'alto prezzo che era necessario pagare per le sue . Pittore fortemente influenzato dal Ribera e dalla grande corrente caravaggesca, capace comunque di assimilare e unire altre correnti (ad esempio, dagli anni '40 la pittura di Giovanni Lanfranco, attivo a Napoli in quel periodo), esprime in questo soggetto, ricorrente nella sua opera, tutta la sua qualità e la fortissima carica emozionale insita nella sua opera. Il pentimento di San Pietro, momento di grande impatto emotivo e dal profondo significato religioso, avviene poco dopo l'arresto del Cristo, come raccontato dai Vangeli Sinottici. Gesù, poco prima, predisse lo sbandamento dei suoi apostoli e rispose a Pietro, insorto a queste parole, che quella notte stessa lo avrebbe rinnegato tre volte, prima del canto del gallo. Dopo l'arresto del Maestro, Pietro fu riconosciuto come discepolo ma negò per tre volte, prima di udire il canto di un gallo, pentirsi e piangere amaramente. L'incontro col Ribera si evidenzia nella scelta iconografica del Fracanzano di rappresentare il San Pietro a mezzo busto, leggermente di tre quarti con tunica e manto caratterizzati da pieghe ampie, dai forti contrasti di luci e ombre. L'espressione di dolore del volto è sottolineata dall'espressività degli occhi, caratterizzati da una forte lucentezza e dalla trasparenza della lacrima che solca il volto. Il tessuto cromatico, giocato su toni bassi, le pennellate larghe e veloci, creano un ritratto tutt'altro che idealizzato, di un'intensità tale da far vibrare la stessa materia pittorica. La qualità pittorica del Fracanzano si esprime a pieno in alcuni particolari, quali le mani, la barba o i capelli, di rara bellezza, resi con grande maestria, nella profonda attenzione al dettaglio e alla ricerca naturalistica. L'attenzione al dato naturalistico, presente in alcune sue opere, si esprime qui nella bellissima resa del gallo, preso dal vero, che contrasta con lo scabro fondale roccioso. Sue opere sono visibili in alcune delle principali chiese partenopee, come S. Domenico Maggiore, S. Maria della Sapienza, Santa Maria della Speranza e pugliesi come la Cattedrale di Santa Maria Maggiore a Barletta, la Chiesa di Santa Maria di Nazareth a Barletta, o la Cattedrale di Gravina ed in importanti musei come il Museo Nazionale di San Martino, la Quadreria dei Girolamini a Napoli, il Museo Diocesano di Andria o il Museo del Prado a Madrid.

Il dipinto è corredato dalla perizia storico-critica della Dott.ss Arabella Cifani.

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