Scheda articolo : 159530
Inizio XVII secolo, Scuola Lombarda, Ritratto di uomo in arme
Epoca: Seicento

Inizio XVII secolo, Scuola Lombarda

Ritratto di uomo in arme

Olio su tela, cm 196 x 114; con cornice cm 228 x 149

Le caratteristiche stilistiche, l'impostazione e il costume del dipinto in oggetto trovano un confronto e un riflesso nella pittura lombarda del '600, legata anche ad influenze spagnole, considerata la dominazione asburgica a cavallo fra XVI e XVII secolo.

Già in età rinascimentale si possono rintracciare le origini di una nuova tipologia di ritratto, il ritratto di stato, in cui si devono tradurre il rango e il potere dell'effigiato. Il personaggio viene fissato in una posa immobile, aulica, tesa a sottolineare un'atmosfera atemporale

Inoltre le istanze della controriforma influenzano il pensiero, la mentalità e di conseguenza il costume dell'epoca. Il corpo, strumento di peccato, torna a coprirsi per intero. Essere nobile significa avere piena padronanza di se stessi, mostrando sempre un aspetto altero e distaccato, celando le emozioni più intime. L'abito diventa protagonista, più del corpo, cercando di rispondere alle esigenze di austerità dell'epoca e richiamando le armi e la guerra, secondo un modello in cui la moda militare va ad influenzare anche la vita civile.

Il nobiluomo viene qui presentato con la parte superiore dell'armatura, la corazza e gli spallacci; i pantaloni, secondo un'impostazione diffusa, arrivano fino al ginocchio con un evidente sbuffo all'altezza delle cosce. L'unico vezzo è la camicia bianca di cui il pittore traccia con grande abilità i ricami e i pizzi al collo e i polsi. Per il resto la posa, la spada, a pomo rotondo, e l'impostazione generale con la presenza del tavolo (semplice ed essenziale ricorda la tipologia utilizzata negli accampamenti militari) dove troviamo appoggiati l'elmo fornito di pennacchio e un libro, a sottolineare anche lo status di uomo acculturato, rimandano al mondo militare e all'immagine che l'aristocratico voleva trasmettere di sé. Si tratta di un'impostazione opposta a quella che caratterizzerà il nobile francese del XVIII secolo, in cui sarà prevalente la ricerca di eleganza mondana e frivolezza; i calzari possono essere elemento utile a sottolineare questa differenza. L'aristocratico, nel XVII secolo, si fa sempre rappresentare con gli stivali, spesso in cuoio, mentre per il galantuomo francese del '700 è imprescindibile la scarpa col tacco, spesso rivestito di pelle rossa. Stilisticamente bisogna sottolineare l'influenza e la presenza fiamminga. I tratti fisionomici sono trasferiti sulla tela con estrema minuzia e precisione, mentre la definizione psicologica si sofferma sullo status del personaggio e sulla trasmissione dei valori di cui vuole essere portatore. L’attenzione del pittore si rivolge ai particolari dell’abbigliamento, dei gioielli, delle armature, in modo da rendere subito evidente il rango del personaggio.

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