Scheda articolo : 158577
Cerchia di Antonio Semino (Genova, 1485 circa – 1555), La conversione di san Paolo
Epoca: Cinquecento

Cerchia di Antonio Semino (Genova, 1485 circa – 1555)

La conversione di san Paolo

Olio su tela, cm 136 x 107; con cornice cm 157 x 128

 

La tela in esame, di elegante gusto manierista, raffinata nella composizione quanto nelle scelte cromatiche va attribuita alla mano di un pittore genovese, attivo nella cerchia dei Semino. Capostipite di questa famiglia di pittori fu Antonio (1485-1555), allievo di Ludovico Brea durante il soggiorno del maestro nizzardo a Genova, e collaboratore e compagno di Teramo Piaggia. Visse nel periodo più eclettico dell'arte genovese, quando la prevalenza stilistica lombarda e fiamminga fu interrotta dalla personalità di Perin del Vaga. Reminiscenze di altri artisti si riconoscono nelle sue composizioni, arricchendo il segno della sua personalità. Sue opere sono la Natività dei Battista (1532) nella cattedrale di Genova, Il martirio di S. Andrea eseguito in collaborazione col Piaggia (1532) per la chiesa di S. Ambrogio, dove possiamo fare un chiaro raffronto tra le fisionomie del santo al martirio e il nostro san Paolo, La Deposizione della Croce (1535) della quadreria dell'Accademia ligustica di belle arti, Il Presepe (1535) per la chiesa di San Domenico in Savona, La Deposizione (1549) nella chiesa della Consolazione a Genova. Suoi figli e allievi furono Andrea e Ottavio. Andrea (1526?- 1594) lavorò con il Calvi in gara col Cambiaso; per la chiesa dell'Annunziata di Portoria dipinse una Natività, decorò facciate di case secondo l'uso del tempo e interni nel palazzo Salvago e Spinola, poi Doria. Si recò a Milano con il fratello Ottavio, dove ebbe le lodi del Lomazzo per le decorazioni di palazzo Marino. Dipinse ritratti d'ispirazione carraccesca, che furono celebrati per la loro somiglianza. Ottavio (morto a Milano nel 1604) si formò sulle leggiadrie decorative del Vaga e dei pittori fiamminghi, influenzati dall'arte italiana e assertori del compromesso tra l'idealismo italiano e il realismo nordico. Ornò le vòlte e le pareti dei palazzi genovesi di numerosi affreschi e le chiese di composizioni religiose. Nella tela esaminata troviamo il tipico stile dei Semino, votato alla sobrietà e alla semplicità, che si pone sul solco di quello dei manieristi toscani dai quali erano influenzati. Non ci sono molti dettagli: il pittore si concentra sugli aspetti salienti della scena, e usa inoltre una gamma cromatica molto ridotta, giocata su colori squillanti e contrastanti.

Un riferimento iconografico, da mettere in relazione con il dipinto esaminato, va individuato nell'affresco raffigurante la Battaglia di Costantino contro Massenzio iniziato da Raffaello e terminato dalla sua scuola, Giulio Romano e Giovan Francesco Penni fra gli altri. Nel dettaglio il riferimento è cavallo a sinistra del fiume per impostazione e similitudine nella posa quanto nei movimenti e al cavaliere disarcionato, con la gamba ancora appoggiata alla sella.

Nato intorno al 10 d.C. a Tarso, in Asia Minore ma di cittadinanza romana, Paolo si convertì al cristianesimo mentre si recava da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città. Fu improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore, che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?". Reso cieco da quella luce divina, Paolo vagò per tre giorni a Damasco, dove fu poi guarito dal capo della comunità cristiana di quella città. L'episodio, noto come "Conversione di Paolo", diede l'inizio all'opera di evangelizzazione di Paolo.

L'influenza storica di Paolo nell'elaborazione della teologia cristiana è stata enorme: mentre i Vangeli si occupano prevalentemente di narrare le parole e le opere di Gesù, le lettere paoline, scritte alle comunità da lui fondate o visitate, definiscono i fondamenti dottrinali del valore salvifico della sua incarnazione, passione, morte e risurrezione ripresi dai più eminenti pensatori cristiani dei due millenni successivi.

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