Scheda articolo : 158491
Seguace di Jusepe RIBERA, XVII secolo, San Francesco di Paola
Epoca: Seicento

Seguace di Jusepe RIBERA (Jatiba, c. 1590 - Napoli, 1652), XVII secolo

San Francesco di Paola

Olio su tela, cm 75 x 60

 

La tela esaminata è tratta da un fortunato prototipo del pittore spagnolo, a lungo attivo a Napoli, Jusepe de Ribera (1590ca.-1652). San Francesco di Paola è rappresentato con il volto corrucciato che scruta il cielo, mentre regge un bastone da eremita e un cartiglio con la scritta “charitas”, il motto dell’ordine dei Minimi francescani da lui fondato. Di questa composizione esistono diverse versioni, alcune delle quali forse autografe. Il prototipo viene ora identificato in un'opera conservata in collezione privata a Ginevra, firmata e datata 1640; esistono almeno altre due repliche autografe (già collezione Hofrat von Urbantschitsch, Vienna, inizio ‘900; già Sotheby’s, Londra, 8 luglio 1992, lotto 8). Più problematica risulta invece la replica già Sotheby’s, New York, giugno 1983, lotto 93; mentre si considerano copie antiche i pezzi di: Napoli, Museo di Capodimonte; Napoli, chiesa di San Francesco di Paola; Napoli, collezione duca di Bovino; Amiens, Musée de Picardie; Cambridge (Mass.), Fogg Art Museum; Granata, cattedrale; San Pietroburgo, Ermitage; Merindol (Francia), collezione Zavony; Epinal (Francia), collezione Durand; Palermo, collezione Scrima; Roma, collezione Ducci; Firenze, collezione Trionfi Honorati.

Francesco di Paola fu canonizzato nel 1519, egli si fece artefice di numerosi miracoli tanto da essere accostato in vita a San Francesco d'Assisi. La sua vita fu avvolta in un'aura di soprannaturale dalla nascita alla morte. Nacque a Paola (Cosenza) nel 1416 da genitori in età avanzata devoti di san Francesco, che proprio all'intercessione del santo di Assisi attribuirono la nascita del loro bambino. Di qui il nome e la decisione di indirizzarlo alla vita religiosa nell'ordine francescano. Dopo un anno di prova, tuttavia, il giovane lasciò il convento e proseguì la sua ricerca vocazionale con viaggi e pellegrinaggi. Scelse infine la vita eremitica e si ritirò a Paola in un territorio di proprietà della famiglia. Qui si dedicò alla contemplazione e alle mortificazioni corporali, suscitando stupore e ammirazione tra i concittadini. Seguirono la fondazione di numerosi eremi e la nascita della congregazione eremitica paolana detta anche Ordine dei Minimi. La sua approvazione fu agevolata dalla grande fama di taumaturgo di Francesco che operava prodigi a favore di tutti, in particolare dei poveri e degli oppressi. Lo stupore per i miracoli giunse fino in Francia, alla corte di Luigi XI, allora infermo. Il re chiese a papa Sisto IV di far arrivare l'eremita paolano al suo capezzale. L'obbedienza prestata dal solitario costretto ad abbandonare l'eremo per trasferirsi a corte fu gravosa ma feconda. Luigi XI non ottenne la guarigione, Francesco fu tuttavia ben voluto ed avviò un periodo di rapporti favorevoli tra il papato e la corte francese. Nei 25 anni che restò in Francia egli rimase un uomo di Dio, un riformatore della vita religiosa. Morì nei pressi di Tours il 2 aprile 1507. 

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