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Eduard Ender (Roma, 1822 – Londra, 1883), La regina Maria Anna d'Asburgo nello studio di Diego Velazquez
Epoca: Ottocento

Eduard Ender (Roma, 1822 – Londra, 1883)

La regina Maria Anna d'Asburgo nello studio di Diego Velazquez

Olio su tavola, cm 32 x 39

Firmato E. Ender

 

La ricca e raffinata tavola in esame è firmata dal pittore di origine austriaca Eduard Ender (1822 – 1883). Nato a Roma, si formò presso l'Accademia di Belle Arti di Vienna, dove insegnava anche il padre, Johann Ender (1793 – 1854). Successivamente si trasferì a Parigi dove completò la sua formazione. Rientrato a Vienna divenne il presidente di una cerchia di artista denominata L'union. Lavorò e viaggiò tra Vienna, Londra e Parigi, specializzandosi nel ritratto e nella pittura di storia o di genere. La raffigurazione, come nella tela in esame, dell'interno di studio di un artista del passato o di uno scienziato è elemento caratteristico della sua pittura. Un puntuale confronto stilistico viene ad essere rappresentato da una tela raffigurante L'imperatore Rodolfo II e l'astronomo Tycho Brahe, Conservata a Oxford (Museum of the history of Science).

Qui, raffigura invece lo studio del pittore Diego Velazquez (1599 - 1600), visitato, dalla regina Maria Anna d'Asburgo (1634 – 1696), seconda moglie di Filippo IV di Spagna. La sua figura rimanda immediatamente ad uno dei grandi capolavori della storia dell'arte, Las Meninas, dipinto da Velazquez nel 1656 e conservato al Prado di Madrid. Il capolavoro della spagnolo, raro gioco d'illusione, cela i protagonisti dell'opera, la coppia di regnanti, Filippo e Maria Anna, che compaiono solo riflessi in uno specchio mentre si trovano in posa. Anche il loro ritratto viene celato allo sguardo dello spettatore, in un gioco d'illusione vivo e dinamico.

La tavola qui analizzata appare esemplificativa delle qualità del pittore il quale ricrea con attenzione e raffinatezza un ambiente elegante ricercato nel più piccolo dettaglio, senza mai perdere la visione d'insieme. L'abilità dell'artista consente di creare due livelli in questa tavola, una visione d'insieme capace di avvolgere da subito l'osservatore nell'atmosfera dei secoli passati, ed un secondo livello, più lento nell'osservazione, capace a ogni nuova occhiata di stupire, con la scoperta di un nuovo particolare o dettaglio: dagli arredi, ai libri, alle sculture, al globo, alla ricchezza delle vesti e dei costumi come delle differenti acconciature. L'apertura di una tenda apre la vista su di una scala che amplia lo spazio e la prospettiva della tavola, capace di proseguire oltre i suoi confini.

Il ritmo descrittivo, si congiunge a una narrazione ricca di significati in cui l'arte assurge a protagonista assoluta: dal pensiero che vola a Las Meninas, capolavoro assoluto, alla visione del quadro nel quadro, che viene dipinto e mostrato dall'artista che ancora tiene la tavolozza in mano.

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