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Bottega di Jacopo Robusti detto il Tintoretto (Venezia, 1519 - 1594) Ultima cena Olio su tela
Epoca: Cinquecento

Bottega di Jacopo Robusti detto il Tintoretto (Venezia, 1519 - 1594)

Ultima cena

Olio su tela, cm 102 x 136; con cornice cm 122 x 158

 

L'elegante tela in esame va messa in relazione all'affresco di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, realizzato per la Sala Grande nella Scuola di San Rocco. La scuola di San Rocco rappresenta una Confraternita di laici, cittadini benestanti, fondata nel 1478. L'edificazione del prestigioso palazzo fu invece iniziata nel 1515, di fianco alla chiesa di San Rocco.

Il Tintoretto lavorò alla scuola di San Rocco per oltre vent'anni, dal 1564 al 1588. Nel 1575 fece lui direttamente richiesta alla confraternita per realizzare i quadri che avrebbero ornato la “Sala Grande” della confraternita, appena rinnovata. Negli stessi anni il Tintoretto era intento anche ai lavori di decorazione presso Palazzo Ducale. È interessante osservare come il Tintoretto preferì lasciare gran parte del lavoro a palazzo, commissione di grandissima importanza, ai suoi numerosi allievi, dedicandosi personalmente a molti dei lavori presso la Scuola. La sua attività si svolgeva dunque su due piani distinti e i suoi interessi erano indirizzati a opere cui attribuiva particolare valore spirituale.

La tela in esame individua la mano di un pittore certamente attivo nella sua bottega; in particolare un riferimento puntuale potrebbe essere rappresentato dal figlio Domenico Robusti (Venezia, 1560 – 1635), che fu attivo collaboratore del padre e prese in mano la bottega alla sua morte.

La tavola in esame raffigura l'episodio dell'ultima cena; qualche ora prima della cattura sul monte del Getsemani – preludio ai drammatici episodi della Passione che l’avrebbero condotto alla morte in croce e alla risurrezione –, Cristo si ritirò coi suoi apostoli in una sala di Gerusalemme, consumando insieme a loro l’ultima cena durante la Pasqua ebraica. Durante questo pasto annunciò che uno dei dodici lo avrebbe tradito. L’episodio, riferito dai Vangeli, riveste un’importanza fondamentale dal punto di vista dottrinale, in quanto in quell’occasione Gesù, benedicendo il pane e il vino, istituì l’Eucaristia, fondamento della dottrina cattolica. La composizione, studiata e articolata in ogni minimo dettaglio si amplia, dietro un pilastro, con la vista della cucina.

La visione è ambientata in una vasta visione d'interno, il cui spazio, nella bellissima ricerca prospettica, e nella disposizione diagonale, supera lo spazio della tela stessa. Anche le figure, che crescono di dimensione, verso l'osservatore, partecipano di questa definizione dello spazio.

La vivacità della pose e dei gesti, il vibrante uso della luce, i forti contrasti luminosi, conferiscono grande vitalità alla scena, che sembra essere in atto nell'istante stesso in cui viene osservata.

 

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